Nell’intenso programma degli otto weekend di arte musica teatro e letteratura del Festival internazionale di musica antica tra XVII e XVIII secoli “Soave sia il vento” (fino al 14 febbraio), si è vissuto nel Museo Pignatelli il concerto di flauto e clavicembalo con Giovanni Antonini e Sergio Ciomei (foto).
Antonini, milanese, fondatore dell’ensemble “il Giardino Armonico” con cui si è esibito in Usa, Giappone, Sudamerica, Australia come direttore o solista al flauto dolce e traverso barocco su musiche di Vivaldi, Bach, Beethoven, Biber, Locke. Ha diretto “le nozze di Figaro” di Mozart e “Alcina” di Handel alla Scala, “Norma” di Bellini e “Giulio Cesare” di Handel al Festival di Salisburgo. Dal 2013 è direttore artistico del Festival Wratislavia in Polonia.

Ciomei, genovese, si diploma nel 1984 in pianoforte con Franco Trabuco vincendo il primo premio per il migliore diploma dell’anno.
Nel 1991, primo successo a Salisburgo al Concorso internazionale del Mozarteum. Collabora con Antonini e altre orchestre barocche al piano e al cembalo. Dal 1999 dirige orchestre di musica barocca in tournee in tutto il mondo suonata con strumenti originali dell’epoca.
Il duo ha presentato nella veranda neoclassica del Museo un colto programma con brani di Andrea Falconieri, Dario Castello, Jacob van Eyck, Francesco Mancini, Domenico Scarlatti, Arcangelo Corelli, G. Friedrich Handel, J. Sebasian Bach. Si sono succeduti ritmi di danza, suoni spigliati ed estroversi, astrattezze sonore, melodie capricciose cantabili, ritmica contrappuntistica densamente complessa, temi d’amore. Il flauto con il cembalo in sottofondo si è impossessato del pubblico non solo per il suo magico suono ma anche per la gestualit  da abile teatrante del Maestro.
Flauto e Antonini erano un solo corpo che flettevano nello spazio ritmicamente. Il flauto strumento semplice e primordiale inventato e usato per dialogare con la natura, uccelli, vento, mare, foglie, fa ricordare Empedocle filosofo di Agrigento. Flauto e uomo insieme propongono i quattro elementi saliva fiato legno(terra) e passione del musicista(fuoco). Antonini e Ciomei hanno creato una realt  bucolica da sogno proponendo canti di usignolo, rondine, merlo, colibr e uccello lira trasformati nelle sette note dagli autori. I due Maestri, emozionati dalla bellezza del Museo, antica villa del Principe Diego Pignatelli Aragona Cortes, esaltati dagli applausi dei tanti spettatori esperti e amanti della buona musica, hanno offerto un doppio bis con la generosit  che è dell’Artista di donare la propria arte.

Per saperne di più

www.festivalmusicaanticanapoli.it