Se la corte di Versailles fu punto di riferimento per l’Europa intera, lo stile musicale napoletano si diffuse nell’intero continente come modello inimitabile. All’attivit  musicale all’ombra del Vesuvio sotto le ali dell’aquila imperiale asburgica è stato dedicato un bel concerto dell’Associazione Scarlatti. Il pubblico ha potuto ascoltare, nella cornice del Teatrino di corte, pagine strumentali, affidate alla rigorosa interpretazione dell’Ensemble barocco di Napoli e alcune arie, seguite con straordinaria vis interpretativa da Maria Grazia Schiavo (foto). Napoletana, allieva del Conservatorio di San Pietro a Majella, il giovane e talentuoso soprano deve la sua notoriet  alla predilezione che per lei ha mostrato Riccardo Muti, oltre che alla sua prorompente vocalit , che si accompagna a una finissima capacit  interpretativa.
Fra pagine strumentali, come il Concerto il sol minore di Francesco Mancini, la Sonata VI di Angelo Ragazzi e il Concerto di Domenico Sarro per flauto, due violini, viola e basso continuo, nel programma erano incastonate vere e proprie gemme della vocalit  napoletana. La Schiavo ha esordito con "Amare e tacere è pena tiranna" dell’amburghese Hasse, formatosi a Napoli, per proseguire con l’impetuosa aria dall’Artaserse di leonardo Vinci "Vo solcando un mar crudele" e la cullante "mentre dormi amor fomenti" dall’Olimpiade di Giovanni Battista Pergolesi.
Dopo altre pagine di Hasse , "Ahi se la speme", e di Pergolesi, "Lieto cos talvolta", il soprano ha salutato il pubblico con "Torbido e irato" da "Erminia" di Alessandro Scarlatti, quasi a rendere omaggio all’Associazione omonima, sempre più benemerita per assicurare appuntamenti di cos elevato livello al pubblico napoletano, sempre più privato di centrali sonore che sappiano e possano presentare offerte qualificate. La serata è stata salutata dall’apprezzamento entusiasta del pubblico, al quale volentieri ci associamo.

IL PROSSIMO APPUNTAMENTO

Domenica 25 gennaio, nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo (Napoli) alle 20.30, uno dei massimi pianisti jazz dei nostri giorni, noto per le sue riletture del repertorio classico, Uri Caine, si presenta per la prima volta al pubblico della Associazione Scarlatti in compagnia di una vecchia conoscenza, il violoncellista Mario Brunello. Due musicisti di forte personalit  che hanno lavorato per la prima volta insieme intorno alla costruzione di un programma intitolato “Bach Network”, che alterna Suite per violoncello solo e Sonate a composizioni e improvvisazioni del compositore e pianista jazz statunitense.

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