Restituita alla citt . Incastonata sull’altare maggiore della omonima chiesa di Chiaia a Napoli (fotola prima, la più antica per la precisione, la statua di marmo di Santa Teresa d’Avila di Fanzago ( 1650-1664) è stata affidata a una minuziosa operazione di recupero che sar  presentata mercoled 25 maggio alle 17.30 proprio nell’edificio sacro (in via Vittoria Colonna 22) che ne è la dimora. A guidare il pubblico nella scoperta del restauro sar  padre Luigi Borriello, alla presenza del superiore provinciale di Napoli, padre Luigi Gaetani.
Il progetto di recupero è stato a curato da Incontri Napoletani, storico sodalizio fondato da Tina Giordano Alario, (attualmente guidato dalla figlia Patrizia), in occasione del V centenario della nascita della compatrona di Napoli e patrona del Regno di Spagna ( 1515-2015) e realizzato con il patrocinio dell’assessorato alla cultura e Turismo del Comune di Napoli e l’Istituto Cervantes. Sponsor, la Linvea, industria vernici e la Giovanna Izzo Restauri, con la supervisione della soprintendenza belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli.

E infatti l’assessore Daniele parteciper  all’appuntamento insieme alla direttrice del Cervantes,Maria Luisa Castro Legzapi, a Fernanda Capobianco della Soprintendenza Belle Arti e Massimo Rosi, dell’Universit  Federico II di Napoli. A rendere ancora più suggestivo l’evento sar  “Ahumada”( da uno dei due cognomi di Teresa d’Avila), un percorso teatrale a due voci su testi di Teodorico Carbone intenso ed evocativo con Arianna Ninchi, Francesco Carrassi e le musiche di Gianni Mirizzi. Slide show fotografico e video proiezione a cura di Umberto T. Vocaturo.
Un’occasione dunque per recuperare quel particolarissimo e antico rapporto fra Napoli e Teresa, fra Napoli e la Spagna del “siglo de oro” attraverso una delle massime figure della mistica cattolica di tutti i tempi prima donna, con Caterina da Siena, ad essere proclamata da Paolo VI nel 1970 Dottore della Chiesa.

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