L’escalation di violenza sulle donne sembra non avere fine. Stampa, radio, televisione uniti tutti i giorni da una sola sinistra parola stupro. Violazioni brutali, al centro del dibattito “Donne, violenza e pace” organizzato oggi (ore 18) dal Movimento femminile evangelico battista, in collaborazione con l’associazione Oltre il chiostro (complesso monumentale di S. Maria La Nova, nell’omonima piazza di Napoli al civico 44) sede dell’evento. A stemperare la drammaticit  del tema, l’associazione ospita anche la presentazione del volume “Tommaso e Matteo… quando un cordone salva la vita” (L’isola dei ragazzi, pp. 48, 8 euro) di Claudio Buccelli e Nunzia Cannolo.
Tra iniziative culturali e sociali, Oltre il chiostro vanta a oggi l’organizzazione di 218 convegni, 123 incontri, 121 concerti, 97 eventi, 78 mostre, 6 collane editoriali, 3 siti web, una rivista e una collana multimediale. E adesso, l’Arca (Arte religiosa contemporanea) è stato riconosciuto come museo d’interesse locale dalla Regione Campania. Ne parliamo con Giuseppe Reale, cuore pulsante della struttura (affiancato dall’entusiasmo di collaboratori come Clara Trocelo).
In arrivo un’imponente iniziativa…
“Stiamo lanciando l’idea di creare una rete tra i ventidue musei di interesse locale finora censiti dalla regione. Ci piacerebbe unire la realt  del web a quella dei beni culturali. Quasi tutti i musei hanno un sito dove verificare percorsi di visita, mostre, news delle attivit . Cerchiamo qualcosa di nuovo, un dialogo tra gli addetti ai lavori.”
Come?
“Creando una comunit  virtuale capace di lavorare congiuntamente a tutte le realt  dei musei di interesse locale che in alcuni casi hanno bisogno di sostegno, supporto. Siamo pronti a offrire ulteriori servizi all’utenza potenziale, ma anche a far crescere un’idea di sistema museale tra tante piccole realt  locali”.
Breve storia del museo Arca…
” nato circa un anno e mezzo fa, contando anche sulle donazioni di opere d’arte. Abbiamo incontrato parecchi esponenti del mondo artistico, locale e nazionale, ed è emerso che vivono con difficolt  un certo monopolio dei canali ufficiali dell’offerta artistica. Siamo riusciti a creare anche tra loro una piccola rete di contatti di cui il museo vorrebbe essere il centro nevralgico”.
Cosa pensa del concetto di musealizzazione?
“Se inteso come spazio del tutto asettico, dogmatico… è un concetto che va superato. Una struttura che vuole vivere una sua contemporaneit  deve consentire percorsi diversificati, avere un’idea di allestimento capace di interazione e interattivit . Credo che la sfida della contemporaneit  sia quella di considerare che ogni cosa possa essere modificata, anche il rapporto con l’opera d’arte esposta. Si deve creare un rapporto più vitale con quella che oggi è l’offerta artistica”.
Spesso si paragona l’opera d’arte di oggi con quella di ieri…
“Parlando di contemporaneit  dobbiamo necessariamente coniugare le nostre attese con la provvisoriet  e la capacit  di linguaggi integrati, molteplici, capaci di sollecitare l’esperienza estetica della gente del nostro tempo. Non bisogna fermarsi alla preoccupazione di cosa conservare per il futuro, bisogna far s che un’opera sia dibattuta, contestata, estraniata”.
Sono previste a breve nuove donazioni?
“Stiamo aspettando quelle di Rosa Panaro, incentrate sul tema della violenza alle donne. Un tema attualissimo, perch credo che l’arte debba necessariamente incrociare l’attualit . Anche l’utilizzo di materiali poveri, la loro vulnerabilit , sono il segno di una contemporaneit  che passa …”.
L’identit  dell’associazione…
“Oltre il chiostro in questo momento rivede la sua storia e cerca di collocarsi in una dimensione di laicit  positiva, che è il modo per una maggiore possibilit  di espressione, maggiore libert  nelle domande durante la nostra attivit  seminariale, nelle proposte culturali che offre. Sapendo di non coinvolgere ogni volta realt  di appartenenza attestate su alcuni temi in posizioni pubbliche abbastanza determinate”.
Un sogno?
“Voler ritrasmettere al mondo una coscienza utopica. La capacit  non solo di pensare come siamo stati e come siamo oggi, ma anche come potremo essere. Dobbiamo trovare questa forza, perch un paese deve avere la possibilit  di ripensarsi nel proprio futuro”.

Nelle foto, l’ingresso del museo e alcuni scatti esposti nelle sale interne