Un viaggio nel mondo della malavita organizzata attraverso le opere dei fotografi e degli artisti napoletani. MAY BE | CAM in Berlin è il nuovo esperimento del museo Cam di Casoria che per presentare questa importante iniziativa ha scelto la sede del Goethe-Institut di Roma alle 19 di oggi, marted 10 Maggio.

La mostra sar  invece esposta al Contemporary Art Museum alla “Kunsthaus Tacheles” di Berlino dal 13 maggio al 3 giugno 2011. Casoria chiede asilo politico alla Germania, dunque, per un semplice motivo, raccontare attraverso fotografi italiani l’infiltrazione della mala vita italiana in terra tedesca.

Quattordici latitanti tra mafiosi, camorristi e affiliati alla ndrangheta, con mandato di cattura internazionale, che, grazie ad un montaggio fotografico, vivono sui corpi di anonimi passanti. Le figure rappresentano le persone che si possono incrociare per le vie di Berlino, sono l’immagine del monito lanciato dal CAM Casoria al popolo tedesco “Potrebbero vivere in Germania”.

Il percorso della mostra prosegue attraverso l’analisi di alcuni degli elementi propri della criminalit  organizzata in Italia, nella fattispecie a Napoli, resi con il linguaggio proprio dell’arte contemporanea.
Presenti alla presentazione di questo importante progetto Antonio Manfredi, curatore della mostra e direttore del Cam, e Uwe Reissig, direttore del Goethe-Institut di Roma; che illustreranno come il visitatore del MAY BE | CAM in Berlin sar  accolto da una serie di banner verticali con impresse le fotografie di uomini dall’aspetto comune, in mezzo ai quali è costretto a camminare chi entra nella sala espositiva della New Gallery della Tacheles di Berlino.

Molte sono le foto esposte e molti sono gli artisti italiani presenti al museo contemporaneo di Berlino Fulvio Di Napoli con una coppia di bambini che minaccia una coetanea con una pistola. La bambina è bendata, con il volto rivolto verso il muro, in un atteggiamento proprio del regolamento di conti camorristico. I bambini ritratti sembrano aver assorbito la lezione del mondo degli adulti attraverso l’esercizio di un potere violento e minaccioso.

L’artista napoletana Monica Biancardi che ritrae una donna dal volto coperto da un velo che urla il suo dolore e lo strazio per la morte delle vittime della Camorra. A Gelsomina Verde, uccisa, torturata e poi data alle fiamme perch in passato legata sentimentalmente ad un criminale distaccatosi dal clan di appartenenza, è dedicata la musica composta da Stella Manfredi.Il racconto del tragico episodio si trasforma in note dolorose eseguite in occasione dell’inaugurazione.

Non solo fotografie, ma anche oggetti, video che forniscono notizie sul mondo criminale comunicando la sua incredibile religiosit , fatta di espiazione e brutalit . Inoltre in questa imperdibile esposizione le architetture, antiche e moderne, parlano nel silenzio con le luci che ne incorniciano i contorni e le linee sinuose. Una citt  dal fascino non sopito di cui è facile rimanere ammaliati. Un’immagine posta sul pavimento è il buco in cui il visitatore rischia di precipitare e dal cui fondo appaiono antiche reliquie. Simbolo di una forza che ancora resiste alla bruttura della criminalit , le vestigia si scorgono dal buio di un pozzo che sembra l’accesso all’altro lato di Napoli

In foto, la locandina dell’evento

Per info

www.casoriacontemporaryartmuseum.com