Il percorso attraverso il porticato di palazzo reale verso la sala Leopardi della biblioteca nazionale è labirintico, sembra di non arrivare mai a destinazione e tutto è avvolto da un’atmosfera sospesa.
Soprattutto quando cala il buio, complice la scarsa illuminazione e i pochi avventori, a met  strada non si è più sicuri di dove si sta andando e si perde un po’ il senso dell’orientamento. E poi si intravede una luce: è quella delle due piccole sale espositive dedicate al poeta di Recanati, che accolgono piccole mostre di valore, lontano dal clamore ma sempre coraggiose. Fino al 18 dicembre tocca a Alessandro-Ferruccio (detto Nani) Marcucci Pinoli di Valfesina, aristocratico dell’arte, avvocato, console, ambasciatore, gran croce, commendatore, cavaliere di numerosi ordini anche della Repubblica Italiana. A Pesaro ha aperto il primo vero art hotel italiano, l’Alexander Palace, in cui ciascuna camera è affidata a un artista e il risultato è spettacolare.

Caso sorprendente di fusione tra arte e imprenditoria, Nani a Napoli è semplicemente un grande creativo, ironico e dalle mille forme. Sculture, istallazioni, dipinti, opere dal sapore surreale eppure ancorate alla storia dell’arte moderna, e tra di esse si nota anche “Quella scarpa dell’artista”, per la cronaca un mocassino, che fa il verso alla Merda d’artista di Piero Manzoni.

Un gigantesco pomodoro campeggia al centro della sala, tutt’intorno Cose mai viste!, da cui il titolo della mostra, e se il sottotitolo è I giochi di Nani Marcucci Pinoli, a ben vedere la missione è compiuta: ci si diverte con la creativit , puntando sulla competenza e sulla cultura dell’arte, che stupisce ad ogni opera.

Le chiama “Operine” e non in senso diminutivo: nelle cose apparentemente semplici ci sono la complessit  e la potenza della comunicazione e ci si sente davvero come Alice nel paese delle meraviglie, quando si arriva finalmente nelle due piccole sale.

Dice l’artista: “io ritengo che può esserci un’arte comportamentale totale, data ci dai comportamenti dell’artista, in tutta la sua vita; durante la quale l’artista stesso diventa l’opera. Ma tutto questo solo se dietro, alle spalle, c’è una motivazione forte e utile”.

Nelle immagini alcune delle opere in mostra