Il testamento biologico tiene accesa la fiamma del dibattito. La cellula Coscioni di Napoli, insieme ai compagni dell’associazione Radicali Napoli-Ernesto Rossi e alle altre associazioni aderenti alla consulta napoletana per la laicit  delle istituzioni, torna in strada e chiama la cittadinanza alla mobilitazione per sostenere l’istituzione del registro dei testamenti biologici a Napoli e per protestare contro il comportamento che il consiglio comunale sta adottando nei confronti della sua legalit  statutaria, che all’art 31 n.1.2-3, impone di fissare la discussione di una proposta di delibera sottoscritta da almeno 1/5 dei consiglieri (com’è quella sul registro dei TB) a non più di trenta giorni dalla sua presentazione.
La manifestazione, inizialmente programmata per il 17 febbraio 2010, in concomitanza con la precedente seduta consiliare, che avrebbe dovuto finalmente discutere la proposta di delibera per l’istituzione del registro dei testamenti biologici a Napoli (dopo oltre tre mesi dalla sua presentazione), è stata spostata al 24 febbraio 2010 proprio in seguito all’inaspettato rinvio.
La proposta di delibera, sostenuta da consiglieri di diversi gruppi e schieramenti, se approvata permetterebbe al nostro comune di fornire ai cittadini supporto e validazione istituzionale riguardo le disposizioni anticipate di trattamento e di fine vita. Napoli si porrebbe cos sulla scia di altri importanti capoluoghi che hanno gi  istituito il registro, come Cagliari, Caserta, Firenze,Genova,La Spezia, Lecco, Massa,Pisa,Reggio Emilia,Rimini,Roma e Vicenza.In Campania, oltre a Caserta, hanno gi  approvato l’istituzione del registro i seguenti comuni: Conza della Campania (AV), Curti (CE),Giffoni Valle Piana(SA), Parete (CE), Quarto (NA), Torre Orsaia (SA).
L’appuntamento, rivolto all’intera cittadinanza, è quindi per il giorno, 24 febbraio 2010, dalle 10, sotto il Palazzo del Consiglio Comunale di Napoli,in via G.Verdi angolo Via Santa Brigida.
Ed è stato preceduto, nella giornata per la libert  della ricerca scientifica, promossa dalla Cellula Coscioni di Napoli, dal la presentazione, a Palazzo serra di Cassano, di “Ocean Terminal”, il libro postumo di Piergiorgio Welby .
Del libro si è occupato Adriano Sofri, sottolineando il valore dell’opera come una dirompente forza di cose, pensiero e linguaggio. Wellby, scomparso nel 2006, era nato a Roma. Pittore, poeta e giornalista, è stato militante del Partito Radicale. Nel 2006, con la lettera inviata al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha reso pubblica la sua battaglia etico-politica in favore di una morte dignitosa. Il libro è un insieme di prose spezzate che si riannodano a distanza , partono dall’infanzia cattolica alla scoperta della malattia, alla tossicodipendenza, attraverso un linguaggio babelico, che colpisce per originalit  e potenza.
“Dovrei accartocciarmi come una foglia di magnolia, e attendere che il maestrale, rotolando sulla brina della notte, mi spazzi via trascinandomi sulla ghiaia(…), dovrei riappropriarmi del mio corpo, dovrei prendere gli scarpini e la Bianchi e pedalare senza prendere fiato, sudare, urlare…come dicevi tu, pap “.
All’evento sono intervenuti il giornalista Pierantonio Toma, lo psichiatra Maurizio Mottola, Salvatore Prisco, docente di diritto pubblico e Mina Welby, moglie di Piergiorgio e dirigente dell’associazione Coscioni che ha affrontato la vicenda di Eluana Englaro, sottolineando come la sentenza dei magistrati sia stata equilibrata, riconoscendo il diritto della persona di far valere le proprie decisioni anche se solo espresse a voce, considerando che, anche in assenza di una specifica normativa nazionale, è comunque possibile redigere un testamento biologico per esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione sui trattamenti sanitari, se si dovesse essere incapaci di esprimere il proprio consenso.
E ha aggiunto: ” Sta nella coscienza di ogni singolo decidere per se stesso e solo per se stesso, come dice la nostra Carta Costituzionale all’art.32 la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivit , e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Concludendo: “Sono fiduciosa che ogni singolo membro del consiglio comunale di Napoli, riesca a percepire che le dichiarazioni anticipate non sono richieste a monte, ma semplice accettazione che a un certo punto della vita la morte non si possa più impedire. I cittadini, napoletani, in particolare coloro che hanno firmato la petizione per la delibera, diano forza con la loro presenza sotto il Consiglio Comunale di Napoli, decidano per il rispetto della libert  di coscienza di tutti coloro che vorranno esprimere le loro dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari, perch non dobbiamo mai dimenticare che la libert  personale è inviolabile”.

Nella foto, Piergiorgio Welby