Come si organizza un premio a Napoli, citt  creativa, magica, millenaria, ma piena di contraddizioni? Ce lo racconta Laura Bufano, nello staff degli organizzatori del Masaniello.
In tremila anni di storia il popolo napoletano non ha mai fatto rivoluzioni. I napoletani sono pazienti, sono concreti e non si fanno incastrare in ideologie fasulle ( J.N.Schifano ). Perciò l’insurrezione di Masaniello rimane simbolica, fino al punto che Tommaso Aniello “capitano del fedelissimo popolo “, uno del popolo per il popolo, diventa un mito, un’icona.
Ogni anno il Premio Masaniello sceglie i suoi capitani, i suoi napoletani protagonisti per un “Tema specifico” e per un “Tema ciclico”. L’organizzazione della IX Edizione del Premio è partita a maggio scorso, quando il Coordinatore del Comitato Scientifico dell’Aige (Associazione Informazione Giovani Europa),Umberto Franzese, ha scelto ” Moda e Mode ” come tema specifico e ha formulato la rosa dei candidati da sottoporre al presidente del comitato promotore, Luigi Rispoli, al presidente di giuria, Franco Lista e ai componenti della giuria stessa.
Sono state cos raccontate storie di napoletani che hanno contribuito a fare della” Moda “, un settore di eccellenza. Tenendo conto dello stretto legame tra moda e societ  sono stati fatti tanti nomi in vari ambiti e poi finalmente la scelta dei premiati per i due temi, specifico e ciclico. Non potevano mancare le cravatte sartoriali di Marinella; i costumi teatrali, e non solo, di Vincenzo Canzanella, oggi anche docente; Valentino, colui che inventò il tacco a spillo partendo da un laboratorio a Materdei con 3 dipendenti; la sartoria del papa, i Serpone di via Duomo; la costumista del San Carlo, Giusy Giustino; gli Argenio, i nostri stilisti identitari e Carpisa nella persona dell’imprenditore Raffaele Carlino.
E poi, lo sguardo si allarga ai più giovaniBruno Caruso, titolare di ” White House ” di via Carlo Poerio con la sua raffinata immagine della sposa dei nostri giorni; Angela Greco, stilista e Vincenzo Romano che con il suo punto vendita ” London Napoli “, al centro storico, nonostante la crisi, riesce ad essere una realt  vincente.
Lo sguardo va oltre e arriva a Positano con Giacomo Cinque e la sua ” Antica Sartoria “. Nomi importanti anche per il tema ciclico Ermanno Corsi, Adriana Dragoni, Don Aniello Manganiello, Genny Sangiuliano. Il lavoro degli organizzatori continua, si ferma per una breve pausa estiva e poi riprende.
Marted scorso c’è stata la presentazione alla stampa al Nuovo Teatro Sancarluccio, dove sono stati svelati i momenti di cultura, di arte e di spettacolo di cui si potr  godere nella serata della premiazione.
Arriviamo cos al pomeriggio di venerd 3 ottobre, quando si prepara il tutto per la migliore riuscita della serata. Il teatro delle Palme fa le prove delle luci, del suono, allestisce il palco. Le quinte si animano. Prove e prove… E poi qualcuno mi dice ” Partiamo?” e io ” Vai!”.
Apre la serata un video ” Around Piazza Mercato”, e poi una spigliatissima Lorenza Licenziati d  il via alla serata. Umberto Franzese controlla la regia e io le quinte. Il sempre più ambito Masaniello, opera del Maestro Domenico Sepe e le motivazioni, scritte da Umberto Franzese e poi portate su pergamena da Pino Capuozzo, sono in bella vista sul palco.
La prima premiazione è per Enzo Gragnaniello, con la sua musica d’autore, e lui ci regala un momento musicale passionale e contagioso. A introdurre ” Moda e Mode ” un balletto con la coreografia di Claudia Grasso, ed è subito spettacolo brioso. Mi dicono che il teatro è pieno. Io, scaletta alla mano, mi assicuro l’uscita degli artisti e delle modelle. Sullo sfondo del palco troneggia “Masaniello”, grazie a una slide di Gianna Caiazzo.
Premiati con le proprie indossatrici, motivazioni lette alternativamente da Anna Donato e Federica Flocco e momenti di spettacolo si avvicendano in una serata condotta con grande professionalit  da Lorenza Licenziati. L’atmosfera, per tutta la durata delle premiazioni, è quella delle grandi occasioni cittadine, evidente la consapevolezza dei premiati che ricevere il ” Masaniello “significa rientrare nella categoria dei “napoletani protagonisti”. Loro, ringraziano, utilizzando comuni locuzioni ” la nostra citt  ” e “orgogliosi di essere napoletani ” e lo fanno senza nessuna retorica.
Si avverte la voglia di resistere in un momento di crisi generale e come in un ricorso storico, la creativit  si fa più evidente quasi a voler dimostrare chi siamo e quanto valiamo. Non si fa in tempo ad archiviare una edizione del Premio che si pensa a quella successiva che sar  la decima, per la quale, inutile nasconderlo si penser  davvero in grande.

Nelle foto, un momento della serata al teatro delle Palme e le sculture di Domenico Sepe consegnate ai premiati