Tutti in scena al Teatro Mercadante, compreso il pubblico. Gi , perch “Cristiana
Famiglia” di Fortunato Calvino che ne cura anche la regia, interagisce sul
palcoscenico, dove sono presenti anche gli spettatori. Molto attenti,
interessati alla messa in scena, si emozionavano durante la
rappresentazione.
La scena di Paolo Foti, realizzata magistralmente da
Massimiliano Pinto, minimalista, stilizzata, che fa fede al testo.
La storia si svolge nell’ interno di una casa, una famiglia che con i suoi
componenti vive una tragica realt , ma che, nello stesso momento, sfugge al
dolore occupandosi egoisticamente ciascuno del suo quotidiano.
Il
personaggio più doloroso
(che è poi quello portante di tutto lo spettacolo) è
Maria, una donna addolorata, le hanno ucciso la bambina. Maria vive il
suo grave lutto, la sua lucida follia, affidandosi a Santa Rita, la santa dell’
impossibile. Quasi niente e nessuno sembra che le ruoti intorno, solo le sue
manie fatte di continue preghiere, puliture, spostamenti dei mobili e la
richiesta continua a Santa Rita di sapere chi è l’assassino della figlia.
Maria è interpretata magistralmente dall’eclettica Paola Fulciniti, che mi
ricorda in questo contesto un monologo visto a Taormina, venti anni fa, di una santona che comunicava con gli angeli, impersonata
dalla grande Regina Bianchi. La signora Fulciniti mi ha emozionato, regalandomi
le stesse sensazioni.
Tutto il cast è stato scelto con cura e tutti gli attori
erano nella parte, senza nessuna esagerazione nella gestualit  e nel porsi.
Gina
Perna
nel difficile ruolo della mamma, Sara con la brava
Ingrid Sansone offre al pubblico una femmina bella, combattiva e orgogliosa. E poi A.
Amato de Serpis, Patrizia Eger, Massimiliano Rossi, Mariano Gallo, Massimo
Finelli, Paolo Borruto. Ognuno di loro ha caratterizzato il proprio personaggio
con intelligente bravura attoriale. Con una recitazione asciutta e senza
nessuna forzatura.
In questo testo troverete personaggi arroganti, cattivi,
sognatori, onesti, assassini del proprio sangue, folle famiglia che evidenzia
l’incomunicabilit  dell’essere. La presenza di più televisori in scena
conferma l’assuefazione mediata dal piccolo schermo.
Colpi di scena che
catturano l’attenzione dello spettatore, facendolo entrare nella storia.
Passano i minuti e ti accorgi che stai attraversando un tunnel che a
volte rasenta il grottesco.
Un finale quasi inverosimile, emozionante, intenso, crudele, un vero pugno
nello stomaco. Non descrivo di più anche perch vedremo il lavoro
di Calvino nella stagione teatrale prossima, cos i molti che hanno cercato di
esserci (ma i posti erano tutti prenotati) potranno anche loro vedere
“Cristiana Famiglia”.

Nelle foto di Fabio Donato, alcuni momenti dello spettacolo