Parlare di pari opportunit  oggi, vuol dire soprattutto aprire un dibattito profondo sui diritti dell’infanzia. Tutelare il percorso di crescita emotiva (e non solo) dei bambini, infatti, comporta la messa in discussione dei tre organismi fondamentali per la sua piena maturazione famiglia, scuola e strutture sanitarie adeguate. Sulla scorta della settimana dell’infanzia, l’ Unione Industriali di Napoli, la Fondazione Santobono Pausillipon e la Fondazione Cannavaro Ferrara, al Teatro Posillipo, daranno vita il 23 dicembre(h. 20.30) alla “Christmas Charity Night” serata all’insegna della costruzione di un importante progetto “La tua mano … per il Santobono”.
La serata di beneficenza, il cui ricavato sar  destinato proprio alla ristrutturazione dell’atrio del Padiglione Ravaschieri, rappresenta il punto di partenza di un progetto di più ampio respiro la costituzione di una rete tra enti privati e istituzioni pubbliche che metta al centro il bambino e i suoi bisogni. La restituzione dell’ospedale Santobono alla sua originaria destinazione( ovvero ricovero per i bambini), e la successiva ristrutturazione di quella che attualmente è un’area parcheggio, ma nei progetti della Fondazione Cannavaro Ferrara diventer  uno spazio verde completamente dedicato ai bambini ricoverati e alle loro famiglie, è solo il primo passo.
Nell’ambito del convegno promosso dalla delegata alle pari opportunit  dell’Unione Industriali di Napoli Annamaria Schena si sono gettate le basi per la costruzione di una rete che garantisca, non solo di poter accogliere tutte le situazioni a rischio presenti in Campania, ma anche e soprattutto di creare un’ampia struttura di comunicazione che consenta l’assistenza anche dopo l’intervento ospedaliero.
Giovanni Severino, presidente sezione sanit  dell’Unione Industriali di Napoli, è molto chiaro su questo punto “Dopo l’intervento ospedaliero c’è il vuoto assoluto e gli adolescenti tornano nelle loro chiusure. I bambini continua- non devono essere solo protetti ma anche instradati, per accedere a quella che è la loro possibilit  di vita”.
Possibilit  di vita che obbliga le istituzioni a una messa a norma del sistema d’assistenza, con appositi sportelli d’ascolto e un osservatorio, come testimonia Cesare Romano, garante per l’infanzia e l’adolescenza della regione Campania, che si occupi della violazione dei diritti dei minori, comprendendo anche le violazioni della pubblica amministrazione.
Emblematica in questo caso è la vicenda di Lorenzo, il bambino padovano vittima proprio di violazioni da parte della pubblica amministrazione, e strappato dalle braccia della madre. “Se Lorenzo fosse stato ascoltato sostiene Margherita Dini Ciacci, presidente del comitato regionale Campania per L’UNICEF avrebbe espresso il suo desiderio, che era quello di restare con la madre”.
Proprio per questo, grazie ad una delibera firmata all’unanimit  e approvata con la presenza di 4 assessori, in tutte le 10 municipalit  del capoluogo partenopeo saranno aperti punti d’ascolto per l’infanzia.
Ascoltare i bisogni del bambino comprende anche la possibilit  di educarlo alla diversit  e alla convivenza pacifica, e all’interazione con diverse etnie. La prossima apertura di un asilo nido multietnico (con l’importante aiuto della Regione) sembra un punto di svolta, soprattutto per l’integrazione dei bambini appartenenti alle comunit  R.O.M. “I bambini R.O.M. sono da integrare nelle scuole spiega Dini Ciacci perch domani cresceranno con i nostri figli, e bisogna essere solidali. Sono cittadini italiani anche se non hanno regolare cittadinanza”.
L’educazione alla diversit  è uno dei punti fondamentali della nuova rete che si sta costituendo attorno all’Unione Industriali di Napoli, che non dimentica la spinosa questione delle disabilit  dello sviluppo infantile. La fitta comunicazione intavolata, infatti, comprende anche il San Raffaele Pisana di Roma, centro all’avanguardia per le disabilit  dello sviluppo infantile che, come racconta la Dottoressa Claudia Condolucci medico responsabile U.O. di neuro riabilitazione dell’et  evolutiva, considera la disabilit  “una riscoperta, e non una profezia inappellabile”.
La qualit  della vita, infatti, non è un rapporto standardizzato, ma un insieme di bisogni soggettivi che sfociano soprattutto nell’interazione sociale, come spiega la Dottoressa. “Il bambino va messo al centro, ma intorno chi c’è?” La mancanza di una rete che tenga in contatto famiglia, scuola e centro di riabilitazione è uno dei problemi principali.
“Moltissimi bambini spiega Schena – presentano disturbi caratteriali lievi, con balbuzie secondarie che non rispondono a condizioni fisiologiche ma a disagi famigliari”. Proprio per questo pari opportunit  e infanzia devono andare di pari passo. “Il livello d’istruzione e condizione sociale delle madri influisce tantissimo sulla qualit  della vita dei figli”.
Le parole del consigliere nazionale dell’Associazione Culturale Pediatri ampliano il dibatti            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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BB»EWHEREUSINGB B B»RLIKERESETBeNULLBSHAREBSLAVErBPSIGNMIDptkoi8uBBBBRTRIMeROWS pBtxxïïxxxxxxxxxxxto spostando l’attenzione su una ferita aperta per la stampa italiana la violenza di genere. “Dietro un bambino con problemi, – sottolinea la delegata alle pari opportunit  – spesso c’è una mamma che vive una condizione di disagio psico-sociale, con problematiche di depressione e che subisce violenza non necessariamente fisica, ma anche verbale”. E proprio dalle parole si vuole ripartire. Utilizzate, questa volta, come tramite comunicativo tra i bambini e i loro genitori.
Il progetto in questione, “Nati per leggere”, è il frutto di un’altra cooperazione ben riuscita tra l’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino. Creato nel 1999, di provenienza americana (il primo esperimento fu portato a termine a Boston), “Nati per leggere” promuove la lettura ad alta voce come momento d’incontro tra genitore e figlio. “La lettura ad alta voce spiega i Cirillo favorisce la comunicazione e la risoluzione di molti problemi senza alcun supporto economico”.
Occuparsi di infanzia vuol dire superare una spessa cortina di egoismi e logiche individualistiche non solo all’interno del nucleo famigliare, ma anche nelle istituzioni sanitarie. Proprio alla ricostruzione di un offerta sanitaria pronta all’accoglienza dei minori si dedica l’Ospedale Santobono Pausillipon, con la gi  citata raccolta fondi per la ristrutturazione di uno dei padiglioni, e soprattutto come rileva il direttore Generale dell’ospedale Annamaria Minicucci recuperando l’elevato numero di pazienti fuori regione. Bambini costretti a lunghi ricoveri lontani dalle mura domestiche, rappresentano uno dei problemi principali dell’offerta ospedaliera campana. Il dibattito per la salute psicofisica del bambino, tuttavia, è vivissimo.
Non ultima, secondo il consigliere SIP Campania, Roberto Del Gado, l’istituzione dei cos detti stati generali della pediatria, per discutere e affrontare due problemi attualissimi l’obesit  infantile, e il delicato rapporto mass media bambino. La salute psicofisica del minore passa anche e soprattutto da qui una corretta informazione. E mettere al centro il bambino sembra davvero l’unica rete possibile.

In foto, un momento del convegno a Palazzo Partanna, sede dell’Unione industriali di Napoli