Un libro nel nome e nel ricordo di Eduardo e di Luca De Filippo (foto). Mentre è  in corso a Castel dell’Ovo la monumentale mostra dedicata alla dinastia teatrale, curata da Carolina Rosi, Tommaso De Filippo e Alessandro Nicosia, presidente di C.O.R. (Creare Organizzare Realizzare). In esposizione: scenografie originali, oltre 70 costumi e oggetti di scena, foto, video, manoscritti e dattiloscritti, manifesti, locandine, copioni.
Il 28 novembre alle 17, alla Biblioteca Nazionale di Napoli Ermanno Corsi presenterà un incontro con Antonio Sinagra e Bruno Garofalo sul libro di Anna Maria Siena Chianese La voce e la scena, nel nome e nel ricordo proprio di Eduardo e di Luca De Filippo.
Che i De Filippo abbiano portato il nome di Napoli nel mondo, la sua storia, le sue vicende, le sue speranza e le sue interminabili nottate viene sottolineato dalla prosa scorrevole del testo dove, quasi a definirne l’appartenenza al genere, i paragrafi portano i titoli di film o di commedie.
La storia millenaria del teatro e il suo tempo circolare fanno da cornice alla narrazione, Eduardo ne è il punto focale con la sua insuperabile “arte della commedia” alla ricerca della verità, ma anche artefice della grande magia che appaga il bisogno di illusioni dell’uomo senza attentarne ai valori e alla fiducia nella vita: un artefice magico che sa interrompere al momento giusto gli incantesimi, come confermerà nella sua versione in lingua napoletana de La Tempesta, l’ultimo dei suoi capolavori.
La Voce e la scena è un libro senza età perché, come il teatro, le comprende tutte, e viene tuttora richiesto nei luoghi dove il teatro è particolarmente amato, da Buenos Ayres a Madrid a Boston a Praga.

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