Campania teatro Festival torna, come annunciato, con un respiro internazionale. Ecco la sezione settembrina della rassegna diretta da Ruggero Cappuccio che prende il via oggi, mercoledì 8 settembre.
Alle 21 al teatro Politeama di Napoli, con replica il 9 alla stessa ora, debutterà in Italia “Fuck me”, drammaturgia e regia di Marina Otero. Lo spettacolo della performer e regista argentina esplora i dettagli che si possono conservare attraverso il corpo, elemento di purificazione per trasformare il proprio ego in un atto di abbandono e dono verso l’altro. I “segni” dell’esistenza, i cambiamenti che gli anni producono in ognuno di noi, diventano teatro-documentario, finzione, danza, performance, improvvisazione, rappresentazione.
Sarà possibile entrare in sala e assistere allo spettacolo o visitare la mostra solo se si è in possesso di green pass, salvo le eccezioni previste dalla normativa vigente, debitamente documentate.
Al Teatro nuovo, invece, il 10 e 11 settembre (venerdì e sabato) va in scena “Baciami” ispirato a Clarice Lispector. Regia, scena e luci di Mattiuzzi/Zinco. In scena, Patrizia Zanco.
Il filo che tiene sospeso il racconto è il destino e la lotta vitale. L’attrice si mette nei panni della scrittrice, che ha un’intensità sovrumana, recalcitrante, riluttante e a sua volta è uno dei personaggi che popolano la vicenda, vicenda che sfugge a una normale trama per seguire il passo della creazione artistica.
Il discorso incerto e obliquo si traduce nel modo più adeguato a dar voce a quelle “bocche balbettanti” che non riescono a protestare per la loro condizione di miseria e abbandono. Un funambolesco, disperato ma ironico tentativo di collegare i fatti che accadono a quel sentire profondo che dà senso alla vita.
Fuoco contro l’autoritarismo del discorso dominante e estremo tributo all’immaginazione: a quella parte della vita della mente che è consacrata ad accogliere in sé l’immagine dell’altro e la sua storia, a girarle attorno fino al momento d’intravedere una minima variante del destino di tutti. Ognuno è lo specchio segreto di chi gli sta di fronte.
In copertina, una scena di “Fuck me” in una foto di Diego Astarita

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