Senza filtri, diretto, sagace. Scriveva alacremente e non negava che lo faceva anche per guadagnare, per mantenere la sua “baracca” a Posillipo, diceva, ma in realtà perché non poteva farne a meno. Per una esigenza dell’anima.
Domenico Rea aveva la scrittura nel dna, leggeva la vita come un racconto che si rinnova continuamente e non esitava a esprimere l’esatta sensazione che in quel momento sentiva quando incontrava qualcuno.
Uomo capace di grande galanteria, anche inviando splendidi fiori a chi l’aveva scritta se riconosceva che una chiacchierata con lui era diventata una intervista efficace e completa.
Aveva l’umiltà di riconoscere il talento, lo percepiva nell’aria, lo annusava felice di aver scoperto un po’ di emozioni nelle persone con cui s’intratteneva. E non aveva bisogno di pavoneggiarsi da autore, perché le parole lo avevano già eletto narratore dalla nascita.


Oggi, 8 settembre, avrebbe compiuto 100 anni se un ictus non l’avesse portato via dal mondo il 26 gennaio 1994. Napoli lo ricorda, per fortuna (perché a volte è davvero smemorata con i suoi figli eccellenti) con un giornale monografico intitolato semplicemente Don Mimì, idea realizzata da Raimondo Di Maio che lo pubblica con il marchio della sua libreria e casa edtrice Dante&Descartes. Sostenuto, nel coordinamento, da Antonella Cristiani. 100 voci per 100 anni: tra le firme che riempiono la rivista, anche quella dello scrittore spagnolo José Vicente Quirante Rives.
Un prodotto editoriale che rientra nel programma del comitato nazionale per le celebrazioni del centenario di Domenico Rea presieduto da Pasquale Sabbatino, affiancato da Vincenzo Caputo come segretario tesoriere, entrambi dell’Università Federico II.
Mimì starà sicuramente sorridendo da qualche parte con aria sorniona e ironica. Contento per un omaggio che gli è davvero dovuto.
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In copertina, Napoli, casa Rea, primi anni ’60: una riunione di redazione della rivista “Le ragioni narrative”. Da sinistra a destra: Michele Prisco, Luigi Incoronato, Domenico Rea, Luigi Compagnone, Mario Pomilio.
Scatto di Dora Santavicca – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=48282106. Al centro, il numero monografico “Don Mimì”


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