Incontro, relazione e dialogo. Sono le tre strade su si muove Diego Cibelli (foto) per esplorare il modo in cui le persone possono creare una connessione con il paesaggio che le circonda e come questa connessione ispiri il flusso della storia. E sua questa relazione si fonda la mostra che il giovane artista (classe 1987, formatosi tra Napoli e Berlino) propone dal 13 maggio al Museo di Capodimonte, fino al 19 settembre.  Diego Cibelli. L’Arte del Danzare assieme.
L’esposizione, curata daAngela Tecce e Sylvain Bellenger, è inserita nel ciclo di mostre-focus “Incontri sensibili” in cui artisti contemporanei dialogano con la collezione storica dell’antica Reggia.
L’evento nasce dalla collaborazione istituzionale con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee-Museo Madre ed è inserita tra le iniziative nazionali di “Buongiorno Ceramica” programmate per il weekend del 15 e 16 maggio 2021 e organizzate dall’AICC-Associazione Italiana Città della Ceramica, cui partecipa anche il Comune di Napoli.
Cibelli affronta l”incontro sensibile’ con le collezioni di Capodimonte partendo dallo studio ‘devoto’ delle stampe della ricchissima collezione del conte trentino Carlo Firmian, conservate nel Gabinetto Disegni e Stampe del museo (v. scheda allegata) e dalla conoscenza dell’antica arte della porcellana. Da esse trae ispirazione per creare le sue opere, realizzate proprio per questa mostra, utilizzando tecniche diverse.
L’artista cattura il reticolo visivo delle stampe che intreccia e sovrappone senza sosta trasformandolo in un ‘basso continuo’ che fa da sfondo a tutte le opere. Nasce così l’idea di un parato che riveste la sala espositiva e cattura il visitatore in una dimensione avvolgente. Una composizione nuova che richiama la tecnica del restauro a ‘pastice’, esito di un gioco di sovrapposizioni di immagini digitali modificate e catturate nei giorni trascorsi nel Gabinetto Disegni e Stampe di Capodimonte e negli archivi della Biblioteca Nazionale di Napoli.
Le collezioni ceramiche del Museo e Real Bosco di Capodimonte, composte dalle più importanti manifatture europee, spesso giunte a Napoli come doni diplomatici dalle varie dinastie (porcellane della Manifattura di Wedgwood, della Manifattura Poulard-Prad, della Manifattura di Meissen e i biscuit della Real Fabbrica della Porcellana di Napoli) dialogano con una doppia tipologia di vasi realizzati da Cibelli.
Da un lato la serie ‘Mascagni’, ispirata al volume Anatomiae Universae del 1823 di Paolo Mascagni (1755-1815) composto da 44 carte di tavole anatomiche a colori esposto in sala grazie alla gentile concessione del MUSA Museo Anatomico dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”: vasi dalle silhouettes fantasiose con lunghi bracci che ne amplificano la tridimensionalità, in un’ideale corrispondenza tra l’opera e il corpo umano con i suoi ‘vasi’ sanguigni, venosi e arteriosi, che si diramano sempre più sottili.
Dall’altro una serie di vasi ispirati alle stampe Firmian, 20mila incisioni dall’enorme valore storico-artistico riunite in 227 volumi con le legature originali in cuoio marocchino conservate nel Gabinetto Disegni e Stampe di Capodimonte,e al volume Le Antichità di Ercolano Esposte del 1757 della Biblioteca nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”.
Nel weekend l’artista sarà a disposizione del pubblico dalle 10 alle 13 per spiegare il suo lavoro e trasmettere ai visitatori la magia del suo “incontro sensibile” con la collezione del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

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