Lo studio dell’inglese continua a essere il tallone di Achille degli studenti italiani. L’Italia è il paese con la peggiore conoscenza dell’inglese secondo le stime dell’English Proficiency Index. Ciò rappresenta una delle cause della disoccupazione giovanile in ambito europeo. Studi rivelano che l’Italia è il paese in cui l’inglese è meno conosciuto classificandosi 36esima, appena dopo la Spagna.
L’esito è preoccupante, visto e considerato che la conoscenza di tale lingua è determinante nell’inserimento nel mondo del lavoro. Se la lingua anglosassone è conosciuta a livello basilare in modo abbastanza omogeneo, la disparità linguistica, per quanto riguarda il livello medio-alto di padronanza della lingua è netta tra Nord e Sud del nostro Paese: Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lombardia vantano una conoscenza migliore dell’inglese rispetto a regioni meridionali quali Basilicata, Puglia e Molise.
L’analisi dell’Epi è stata effettuata su oltre 2.3 milioni di adulti in 100 paesi diversi in cui l’inglese non è lingua nazionale e vede sul podio l’Olanda in prima posizione, seguita da Svezia e Norvegia. Ciò dimostra quanto questi paesi investano sullo studio dell’inglese, inteso come mezzo per aumentare le comunicazioni europee ed estere in ogni ambito. Dal Rapporto Invalsi, presentato alla Camera dei deputati, emerge un quadro drammatico del livello d’inglese da parte degli studenti italiani: uno su due non riesce a leggere correttamente un testo, e uno su tre non è in grado di comprenderlo.
E al Sud, in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, la situazione non è delle migliori, addirittura uno su quattro non raggiunge il livello B1. Dal punto di vista didattico, il rapporto Invalsi permette di comprendere una questione importante che consentirà di migliorare l’insegnamento della lingua inglese, oltre alla prova di lettura (reading) e la prova di ascolto (listening), bisogna avvicinarsi maggiormente ai testi scritti.
Questi i dati ufficiali. E poi ci sono delle bellissime sorprese da parte dei ragazzi di Napoli e del Sud che parlano la lingua della regina Elisabetta con impeccabile accento british e altri ancora che sfoggiano un tedesco molto più puro di quello della cancelliera Merkel. Chapeau.

 

 

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