Raccontano la loro identità. I rifugiati e richiedenti asilo arrivati in Italia. Lo fanno attraverso la mostra fotografica di  Luisa Menazzi Moretti, Io sono che  s’inaugura domani,  (mercoledì 24 ottobre) alle 18 al Pan (Palazzo delle arti Napoli, invia dei Mille 60. Resterà aperta fino al 23 novembre, prossima tappa: Milano). Un invito a mettersi nei panni di chi è ignorato nella propria individualità. E grida in silenzio: Eppure esisto.
Alla presentazione interverranno: Nino Daniele, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Napoli;  Nicola Valluzzi, presidente della Provincia di Potenza e Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale – Sprar.
Venti ritratti fotografici di grandi dimensioni affiancati da testi che si soffermano sulle loro drammatiche esperienze, raccolte dalla stessa artista che per mesi li ha incontrati e ascoltati nei centri italiani dove oggi risiedono.
Ognuno/a ha con sé un oggetto particolarmente evocativo, proposto quale emblema della propria vicenda: dal sasso dipinto di Muhamed, sfuggito alla lapidazione, alla candelina azzura di Joy, che celebra il primo compleanno di suo figlio, salvando il suo piccolo dalla persecuzione di Boko Haram.
I protagonisti dell’esposizione  vengono da: Afghanistan, Pakistan, Siria, Nepal, Libia, Gambia, Nigeria, Senegal, Egitto, Congo, Mali, Costa d’Avorio, Eritrea ed Etiopia. Evocano la loro condizione di migranti e insieme mostrano la voglia di libertà e riscatto. Contro violenza e sopraffazione.
Spiega la fotografa e artista: «Ho incontrato persone arrivate nel nostro Paese alla ricerca di una vita migliore. Insieme a moltissime altre sbarcano e si confondono nell’indistinto afflusso di uomini e donne senza volto e senza storia. Non sappiamo nulla di loro. Da dove vengono, chi sono? Li vediamo da lontano. In televisione, su internet, paiono tutti uguali».
Tante le storie. Quella di Tresor, venuto dal Congo cui restano due bambini: il  terzo figlio è scomparso nell’acqua durante la traversata, insieme alla mamma. O di  Adama, diciottenne senegalese fuggita dal matrimonio che  lo zio aveva combinato con un amico anziano.
Il progetto è completato da un video, vincitore del Premio “One Eyeland, Bronze” e dal libro Io sono pubblicato da Giunti Editore. Il lavoro è corredato da una speciale guida didattica, strumento di approfondimento per sviluppare nelle scuole originali programmi didattici sul rispetto dei diritti umano.
Nata a Udine nel 1964, Menazzi Moretti,  tredicenne, si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti, dove, in Texas, nella città di College Station, frequenta la high school per poi proseguire a Houston gli studi universitari. E’ il periodo in cui esplode la sua passione per la fotografia con una spiccata inclinazione al bianco e nero. Tornata in Europa, si laurea in lingue e letterature straniere moderne, lavora a Londra e “rimpatria”. Ha vissuto a Udine, Bologna, Roma, Napoli e Venezia.
Per saperne di più
www.luisamenazzimoretti.it
Io sono
25 ottobre- 23 novembre 2018
presso PAN | Palazzo delle Arti Napoli (Via dei Mille, 60)
Vernissage:
24 ottobre, ore 18
PAN | Palazzo delle Arti Napoli (Via dei Mille, 60)
Orari della mostra
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9:30 alle 19:30
Domenica dalle 9:30 alle 14:30
Martedì chiuso
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