Qui sopra, l'artista. In alto, uno scorcio della mostra
Qui sopra, l’artista (ph. Rossella Fatinato). In alto, uno scorcio della mostra

Lia Rumma presenta, nella sua sede di Napoli in via Vannella Gaetani 12 il solo show dell’artista Luca Monterastelli, si ritorna lentamente alla normalità.
Weightless era originariamente prevista nello scorso mese di marzo ma la Galleria Lia Rumma è rimasta chiusa, nel rispetto delle regole, per tutto il periodo di emergenza sanitaria. Ora i tempi sono maturi per riprendere le attività regolarmente ma con gli ingressi contingentati, concordati attraverso un appuntamento, il numero limitato di visitatori che potranno accedere agli spazi espositivi dotati di mascherina garantirà una visita in totale sicurezza.
Luca Monterastelli, classe 1983, nato a Forlimpopoli in Emilia Romagna, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Dal 2013 collabora con Lia Rumma, esponendo sia a Milano che a Napoli e, tra le tante mostre personali e collettive, nel 2015 ha partecipato alla 56° Biennale d’Arte di Venezia.  Il suo lavoro parte dalla scultura e dall’architettura, dalla loro materialità, dalle tre dimensioni che le caratterizzano.
Studia le forme e le decostruisce per creare nuovi oggetti capaci di raccontare nuove storie. È un’operazione artistica che arriva a mettere al centro del suo discorso la memoria, non considerandola però un’entità chiusa e ben definita ma qualcosa di flessibile e di mutabile.
Weightless, senza peso, è un’esposizione in cui gli oggetti passano dall’esercitare la forza di gravità al pesare nulla.
Spiega l’artista: «Il peso, la trasferibilità della nostra energia su un corpo oggettuale, la percezione delle tre dimensioni, il rapporto tra superficie e massa […] Voglio parlare di come funziona la memoria, della genesi della narrazione e della sua puntuale corruzione. D’altronde, Napoli sembra essere il luogo giusto per questo progetto: è una città piena di fantasmi e i fantasmi sono versi della storia. E, nel particolare, i versi di questa storia sono scanditi così».
Luca Monterastelli realizza le sue opere utilizzando materiali che immediatamente si prestano all’idea della trasformazione e della creazione, gesso, argilla, ferro, metallo, cemento, sceglie una materia che si lascia plasmare, lavorare, cambiando aspetto e consistenza per diventare altro.
In mostra, nella sala grande, dei bassorilievi in cemento armato sembrano trattenere delle forme organiche incise dall’artista. Nell’ambiente successivo le terrecotte bianche dialogano con quelle esposte nel Gabinetto Segreto del MANN, facendo emergere, silenziosamente, amore, abuso e potere. Nella terza sala una stele di ferro incisa a fuoco che si pone nel mezzo tra il visibile e l’invisibile, tra la sostanza e l’apparenza.
L’ultimo spazio, invece, ospita tre nudi virili, ancora una volta terrecotte, che non possono toccarsi e, quasi a creare una dimensione circolare dell’esposizione, sbucano dalla parete quattro tubi in ferro che provengono dalla prima stanza, ecco il passaggio dal peso all’assenza di peso, della presenza del tutto nel non finito e della mutabilità nel finito.
Per prenotare la propria visita in galleria è necessario scrivere all’indirizzo di posta elettronica napoli@liarumma.com. Funo al 14 giugno.
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