Ci risiamo! La Conferenza Stato-Città ha rinviato al 31 marzo 2022 il termine ultimo per la presentazione dei bilanci preventivi degli enti locali. Poi, probabilmente, a marzo prossimo vi sarà una ulteriore proroga e, forse, anche un’altra a metà anno. Nel frattempo la normativa sul rapporto tra enti locali e Governo cambia, così come negli ultimi anni, in ogni legge di bilancio di fine anno. Scenario già visto almeno nell’ultimo decennio.
Motivo? L’incertezza del quadro di regole generali, la mancanza della Legge di bilancio per il 2022 e, quest’anno in particolare, la riforma fiscale in via di definizione.
A rimetterci sono gli stessi enti locali che, da un lato, chiedono la proroga per l’approvazione dei bilanci, e dall’altro falsano completamente l’esercizio finanziario annuale, pena la programmazione economica dell’ente, il ricorso a spese mensili rapportate all’anno precedente (dodicesimi), blocco dei pagamenti verso i creditori (aumento della conflittualità legale), niente investimenti e spesa corrente centellinata.
In questa condizione circa 200 Comuni sono a un passo dalla dichiarazione di dissesto finanziario poiché spendono più di quanto incassano. E pure male.
Il 60% di questi enti locali sono distribuiti nella sola Regione Sicilia, poi vi sono gran parte dei Comuni del Sud, ma anche quelli piemontesi (3%) e lombardi (4%).
E il Governo dei migliori non inverte la linea, fa esattamente ciò che facevano gli esecutivi precedenti, continuità in tutto e per tutto. Altro che novità!
A rimetterci sono solo ed esclusivamente i cittadini, quei soggetti che vengono penalizzati nella fruizione dei servizi pubblici. Le città sono più sporche, i trasporti pubblici locali arrancano, non si cura come si dovrebbe il verde, non si riqualificano porzioni di territorio per sottrarre questi all’incuria e al degrado.
Se un Comune non investe, non cresce la comunità locale che a sua volta non si sente osservata, si disaffeziona, non vede progettare alcun processo di crescita e sviluppo del territorio in cui vive. Così facendo il distacco tra cittadini e istituzioni sarà percepito sempre più lontano, tramutandosi sempre più in un largo astensionismo elettorale.
A chiudere il cerchio, il Ministero dell’Interno erogherà il “Fondo di solidarietà comunale” 2022 (poco meno di 7 miliardi di euro) in due rate: a maggio e ottobre 2022. I Comuni non saranno in grado di spendere la loro quota parte per lo stesso esercizio finanziario (2022), così se ne riparlerà nel 2023.
Ciò che si può spendere nell’anno in corso lo si spenderà l’anno successivo. A questo punto indietreggiano le politiche sociali, quelle abitative, si offriranno meno servizi essenziali agli amministrati e l’unica cosa che crescerà sarà l’odio e l’arrendevolezza all’immobilismo sociale.  
Ed è sempre più domenica!
©Riproduzione riservata
In alto, una foto da Pixabay: in Italia le città sono sempre più sporche, i trasporti pubblici locali arrancano, non si cura come si dovrebbe il verde

RISPONDI