Napoli e la Francia. Un legame forte. Che nel 2019 è stato rinsaldato nella ex capitale del Regno delle due Sicilie con i festeggiamenti per i cento anni dell’istituto francese di Napoli. Ed ecco che Parigi adesso accoglie lo spirito partenopeo con una mostra al Petit Palais da oggi fino al 26 gennaio 2020.
L’esposizione è dedicata a Vincenzo Gemito (1852-1929). Lo scultore dell’anima napoletana e curata da Christophe Leribault, direttore del Petit Palais e Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, appena riconfermato nel suo ruolo dal ministro della cultura Franceschini per altri 4 anni. Con la curatela scientifica di Jean Loup Champion, Cécilie Champy-Vinas e Carmine Romano.
Ecco la stagione napoletana, a due passi dagli Champs Elysées. Un’iniziativa fortemente voluta dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, al fianco del museo di belle arti parigino nell’organizzazione anche della mostra su Luca Giordano (1634-1705). Il trionfo della pittura napoletana (14 novembre 2019- 23 febbraio 2020) curata da Stefano Causa e Patrizia Piscitello.
Per la prima volta in Francia, due mostre dal forte valore scientifico su due importanti artisti napoletani che faranno emergere aspetti poco noti: Gemito e il suo forte legame con Rodin, grazie agli studi sull’Archivio Rodin, e la profonda influenza sulla scuola francese di Luca Giordano. Anche se è la prima volta che  le opere dello scultore partenopeo vengono proposte in territorio francese.

Accanto alle due esposizioni di Gemito e Giordano, al Petit Palais si svolgeranno cicli di conferenze, proiezioni di film e concerti. Per informazioni consultare il programma completo sul sito del Petit Palais, il museo di Belle Arti di Parigi dal 1902, costruito per l’Esposizione Universale del 1900, capolavoro dell’architetto Charles Girault, che vanta una collezione di pitture, sculture, arredi e oggetti d’arte dall’antichità fino al 1914.
Racconta Bellenger: «Gemito è stato un artista tenace e coraggioso la cui produzione non risentì della malattia, la schizofrenia, che lo afflisse per lunghi anni. Anzi si può dire che la sua arte è stata una forma di resistenza contro un destino difficile. Non dobbiamo dimenticare che Gemito era un trovatello, abbandonato sin dalla nascita, cresciuto tra le strade di Napoli con il suo amico Antonio Mancini, detto ‘Totonno’. Un ragazzo che si guarda attorno e con estremo realismo ritrae quello che lo circonda, dai pescatori agli scugnizzi, traendo ispirazione anche dalle antichità studiate al Museo Archeologico».

La mostra parigina, allestita tematicamente e cronologicamente, propone 120 opere, tra disegni e sculture, che ripercorrono tutta la sua carriera. L’esposizione sarà poi riproposta a Napoli nel 2020 al Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Qui sopra, il giocato di Gemito. In alto, il pescatoriello
Qui sopra, il giocatore di Gemito. In alto, il pescatoriello

Tra i capolavori in mostra c’è il magnifico Medaglione con la testa di Medusa in argento dorato proveniente dal Getty Museum di Los Angeles, il famoso Giocatore e l’altrettanto celebre Pescatore Napoletano. E, ancora il Fiociniere, la Testa di fanciulla, il Malatiello, il Pescatorello, l’Acquaiolo, il Pastore degli Abruzzi, il busto della moglie Anna e quello di Giuseppe Verdi.

IL CATALOGO

Gemito (1852-1919)

è realizzato con la supervisione di Jean-Loup Champion.

Testi di Sylvain Bellenger, Jean-Loup Champion, Cécilie Champy-Vinas, Mariaserena Mormone, Barbara Musetti, Carmine Romano, Maria Tamajo Contarini, Angela Tecce e Isabella Valente

22 x 28 cm, rilegato, 224 pagine, 200 illustrazioni

Musei editoriali di Parigi
Per saperne di più
www.petitpalais.paris.fr

 

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