Mickey Mouse non smette di stupire. E alla bella età di 90 anni indossa i panni dello scultore Antonio Canova  mentre lavora al gruppo “Amore e Psiche” . Topolino ringiovanisce  con arte, grazie a una collaborazione del Museo Archeologico nazionale di Napoli con la Disney: il fumetto avvicina il  pubblico a un gioiello della creatività con una tavola in edicola.
Così la semplificazione dell’approccio al patrimonio artistico e culturale per i cittadini auspicata dal ministro della cultura Alberto Bonisoli,  stamattina in visita al Mann in occasione della presentazione della mostra “Canova e l’Antico”, viene subito messa in atto. E l’orbita internazionale, in cui è stato rilanciato il Mann dal direttore Paolo Giulierini negli ultimi anni, si dilata.
Affollata la sala del toro Farnese per la presentazione di una esposizione dai grandi numeri che crea un asse con il magnifico museo Ermitage di San Pietroburgo. Chi ha già visitato i tesori del Palazzo d’inverno che porta la firma dell’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli non può che  rallegrarsi di rivedere le splendide opere di Canova  per la prima  volta a casa propria, all’ombra del Vesuvio.
Dal 28 marzo al 30 giugno, attraverso una perfetta sinergia tra musei, Napoli dialogherà con un maestro troppo spesso stroncato con spocchia e superbia da storici dell’arte, uno tra tutti Roberto Longhi, che lo definì scultore nato morto, la cui mano è all’Accademia e il resto chissà dove… E l’antico converserà con il primo dei moderni.
A curare l’evento è Giuseppe Panavello, presente all’incontro di oggi con i giornalisti, che ha fatto un piccolo e doveroso elogio a Ferdinando IV e alla sua statua  realizzata da Canova, da poco tornata  nel luogo indicato dallo scultore veneto stesso, una nicchia dello scalone monumentale del Mann.
Un elogio al re, in primo luogo, perché in barba al papa, che aveva vietato le esportazione delle opere d’arte, ha portato la collezione  Farnese, ma un encomio anche  alla statua stessa, capolavoro ispirato da un modello illustre, L’Ercole Farnese, alto oltre tre metri.
Ovviamente Ferdinando ci sarà, e con lui anche il gruppo scultoreo delle  Tre Grazie (in foto, particolare) proveniente dalla Russia. Si potranno ammirare pure le 34 tempere su carta a fondo nero conservate nella casa natale di Canova a Possagno (in provincia di Treviso), Fondazione Museo che  ha come nuovo presidente il critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Il magico inventore della bellezza ispirata alla Grecia classica torna, dunque, in una città che lo incantò per la sua paradisiaca posizione, affascinato, tra l’altro, dal Cristo velato di Giuseppe Sanmartino alla Cappella Sansevero. Rieccolo con 12 grandi marmi e oltre 110 opere. E la sua mostra verrà accompagna da un catalogo edito da Electa.
Per saperne di più
https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/