Le disobbedienti/Caterina II di Russia, imperatrice illuminata: Susan Hastings racconta una donna libera con le sue umane fragilità

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Secondo romanzo di Susan Hastings dedicato alla storia di Caterina la Grande, L’imperatrice illuminata riprende lì dove il racconto si era interrotto alla fine del primo romanzo Caterina Una principessa tra amore e potere, soffermandosi sulle vicende del periodo compreso tra il 1762 e il 1774. L’azione riprende: la zarina Elisabetta è morta e Pietro III le succede al trono.
Caterina non è più una giovane fanciulla inesperta, gli intrighi di palazzo le hanno insegnato molto e gli anni di umiliazione subiti come moglie dell’uomo rozzo e dalla personalità disturbata che è appena diventato zar, mostrando i limiti nella capacità di governo e nella sottile arte della mediazione, le pesano. Con un colpo di mano si sostituisce al marito alla guida dell’impero per cui ha cambiato religione, lingua e modo di pensare.
Animata da spirito riformista si scontra con i poteri dello status quo che si oppongono al cambiamento ma con il tempo, l’esercizio del potere e le relazioni con gli spiriti europei illuminati dà luogo a un processo di cambiamento: costruisce scuole, ospedali, orfanatrofi e realizza la riforma del sistema amministrativo dando un nuovo volto al Paese.
Appassionata di arte avvia la creazione di una collezione privata che diventerà uno dei musei più importanti del mondo: l’Ermitage. Il Petit Ermitage, un piccolo romitaggio costruito nel 1764 accanto al Palazzo d’Inverno, nasce per nutrire il suo spirito e trovare ristoro dagli affanni del potere, un luogo dove rifugiarsi in solitudine.
Si sente guida e madre di un popolo per cui lavora alacremente, ama mostrare ai regnanti europei la grandezza del suo operato nella trasformazione della Russia, la sua capacità di trarla dall’arretratezza. Nella vita privata non vuole rinunciare all’amore e la vicinanza di un uomo ma, nemmeno, condividere il potere.
Comprende che per mantenere gli equilibri è necessario trovare una soluzione: sposa segretamente Grigorij Aleksandrovič Potëmkin e gli affida il compito di colonizzare le inospitali steppe dell’Ucraina nominandolo principe di Tauride. Con lui lontano nella sua vita si alternano uomini che possano farle compagnia.
L’autrice si sofferma sul tratto personale, sulla donna, presentandola con tutte le sue umane debolezze. Per assicurare una discendenza adotta il comportamento che Elisabetta aveva avuto nei suoi riguardi sottraendole i figli per seguirne l’educazione, si regolerà allo stesso modo con suo figlio che, per lei, nutre rancore e odio.
Gli sceglie una moglie e si appropria del nipote ritenuto degno di succederle pensando di scavalcare nella successione Paolo, suo figlio. Non accadrà, sarà lui a regnare dopo di lei seguendo idee di governo molto lontane dalle sue.
Caterina scelse di essere, per quanto le fu possibile, di essere una donna libera ed esercitò il potere senza condividerlo con un imperatore. «Fin quando avesse avuto desideri, però, non sarebbe morta. E lei di desideri ne aveva in gran numero».
Le parole dell’autrice fanno riflettere su quanto la determinazione delle donne, ancora oggi, sia contrastata, esse possano avere sì desideri a patto e condizione, però, che questi rientrino nei canoni ascrittivi che il modello sociale corrente prevede e impone.
Le aspirazioni, l’ambizione e i desideri femminili sono stati percepiti – è già tempo di usare il passato? – come pericolosi atti di ribellione in grado di mettere in discussione, quindi a rischio, un mondo basato sulla distinzione dei ruoli: potere, decisione, gestione della cosa pubblica, danaro e responsabilità agli uomini, maternità, accudimento e cura alle donne. Caterina fu tra quelle che ruppe gli schemi.
La maternità non fu per lei così importante quanto la possibilità di costruire un nuovo modello socio-economico-politico per un Paese grande e influente come la Russia. Tra sette zar fu l’unica a cui fu riconosciuto l’appellativo di Grande.
©Riproduzione riservata
IL LIBRO
Susan Hastings
L’imperatrice illuminata,
Piemme pag. 437
euro 15,90

L’AUTRICE
Susan Hastings è uno pseudonimo. L’autrice è nata a Lipsia nel 1954 e da molti anni scrive romanzi storici di successo in Germania. Laureata in geologia dopo aver lavorato nel settore ha scelto di seguire la passione per la narrativa.

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