Le disobbedienti/Hedy Lamarr, la diva geniale che inventò il sistema di radiocomando missilistico

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Ci sono persone che vivono più di una vita come Hedwig Eva Maria Kiesler nota come Hedy Lamarr, la bellissima attrice diventata famosa a Hollywood negli anni Quaranta. Nata in Austria e di origini ebree visse con angoscia l’avanzata del nazismo, prigioniera in casa del marito, un industriale che produceva e vendeva armi, un uomo possessivo.
La crudeltà del marito e le informazioni che ascoltava dagli uomini di potere che con lui, durante cene e ricevimenti, decidevano guerra e morte per l’Europa la indussero alla fuga.
Riuscì a raggiungere Londra e di lì si imbarcò per gli Stati Uniti insieme con Louis B. Mayer di ritorno dall’Europa con nuovi talenti per gli studios americani. Tra loro c’era anche lei. Durante la traversata nacque il nome d’arte Hedy Lamarr.
Prima di sposarsi aveva recitato in teatro e girato un film che avrebbe segnato la sua carriera, Estasi, in cui appariva nuda. Giunta in America imparò la lingua e per la sua bellezza venne scelta per delle parti nelle quali la recitazione, l’ironia e la bravura non erano richieste, si riscatterà in seguito.
Le notizie che la comunità di espatriati europei del cinema condivideva su quanto stava accadendo nel vecchio continente la spinse a mettere a frutto le informazioni che aveva ascoltato durante gli incontri tra il marito e i suoi sodali, con l’aiuto del musicista George Antheil lavorò a un sistema di radiocomando missilistico basato sul cambio di frequenze che utilizzava l’idea dei nastri perforati per le pianole. Era il suo contributo per sconfiggere il mostro nazista e lo portò alla marina militare americana che, dopo Pearl Harbour, prendeva parte al conflitto mondiale.
La risposta fu che una invenzione frutto del lavoro di una donna non era benvenuta, sarebbe stato molto apprezzato, invece, il suo sostegno nella raccolta di fondi per lo sforzo bellico.
Hedy Lamarr visse abbastanza per veder riconosciuto il suo talento, diversamente da quanto accadde con Ada Byron King contessa di Lovelace, la figlia del poeta romantico Lord Byron, matematica che elaborò nell’Ottocento il logaritmo alla base dello sviluppo del computer.
Lamarr riuscì a far uscire sua madre dall’Austria e portarla in America, si sposò diverse volte ed ebbe tre figli ma visse un senso di spaesamento dovuto allo sradicamento, la sua biografia riporta episodi poco felici ma in “La diva geniale” l’autrice si concentra sul periodo dal 1933 al 1942, gli anni in cui prende forma e realizza il sistema di radiocomando missilistico a cui farà seguito un’altra invenzione sempre in campo militare.
Marie Benedict ha uno stile narrativo intimista in cui le protagoniste si raccontano mettendo a nudo la propria anima: sentimenti, paure, passioni, angosce, dolori, speranze e disillusioni si susseguono tra le pagine. Con “La donna di Einstein”, “La diva geniale” e “Il mistero di Agatha Christie” si conferma nell’interesse per le storie di donne che hanno compiuto scelte coraggiose in contrasto con i dettami sociali della loro epoca.
©Riproduzione riservata

IL LIBRO
Marie Benedict
La diva geniale,
Piemme
pag 311 euro 18,50

L’AUTRICE
Ha lavorato come avvocato a New York, ma ha sempre avuto la passione della storia e dell’archeologia. È stata proprio questa passione a farle venire voglia di raccontare nei romanzi lati meno conosciuti della storia reale: sono nati così La donna di Einstein, La diva geniale e il Misero di Agatha Christie. Ha studiato alla Boston University School of Law, e vive a Pittsburgh con la famiglia.

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