All’Azienda Ospedaliera dei Colli arrivano 600 mascherine. Donate dal Comando provinciale di Napoli della Guardia di Finanza consegnate nei pressi del piazzale dell’ospedale Cotugno (foto). Dal tenente colonnello Diego De Luca, Comandante del Gruppo Pronto Impiego, al dottore Giuseppe Fiorentino, direttore della Uoc di Fisiopatologia e Riabilitazione respiratoria dell’Ospedale Monaldi, nonché responsabile della terapia sub-intensiva attivata presso l’Ospedale Cotugno per fronteggiare l’emergenza Covid-19.
«La Guardia di Finanza ci è stata particolarmente vicina sin dai primi giorni di questa emergenza e continua a dimostrarci la sua solidarietà donandoci dispositivi di protezione utilissimi. A loro va la nostra gratitudine per quanto hanno fatto e per il servizio che quotidianamente svolgono sul territorio; solo uniti riusciremo a venire fuori da questo momento di crisi» commenta Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.
C’è una mobilitazione  generale, nel nostro territorio e non solo,  a regalare dispositivi sanitari. Mascherine distribuite anche a tassisti, impiegati statali, detenuti   ma è da inizio emergenza che gli operatori del comparto funebre segnalano  l’elevato rischio contagio è elevatissimo. E i canali di approvvigionamento non sono bastati. Gli imprenditori di questo settore  chiedono di essere messi in condizione di sicurezza sul lavoro.
Spiega Gennaro Tammaro, rappresentante campano del sindacato Efi (Eccellenza funeraria Italiana): «Qualche settimana fa, consapevoli di cosa sarebbe accaduto di lì a breve, il nostro responsabile di segreteria nazionale Carmelo Pezzino ha inviato una richiesta tramite Posta elettronica certificata alla Protezione Civile che qualche impresario, evidentemente più avvezzo alle sterili polemiche che a contribuire fattivamente alla causa, ha bollato come richiesta di donazione. Non è così: trovare le mascherine stava diventando già complesso e l’epidemia con conseguente picco di decessi non era ancora nella fase critica. Chiedevamo semplicemente un canale preferenziale per aver accesso all’acquisto di questi prodotti. La Protezione Civile, sempre attraverso Pec, ci ha informato che non poteva prendere in carico questa richiesta perché andrebbe indirizzata direttamente agli enti Regione e Provincia. Non entriamo nel merito della questione burocratica… in questo momento gli operatori del comparto funebre sono, un gradino sotto i soli operatori sanitari, la categoria più a rischio».
E conclude:«Già a livello nazionale  il Ministero della salute nell’escludere la nostra categoria tra i mittenti della recente Circolare su servizi funebri e gestione salme ha commesso un errore grave. Speriamo che in queste ore in cui Napoli e Campania si stanno confermando virtuose nella gestione di questa emergenza arrivino risposte in controtendenza nette e inequivocabili».

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