Lui non c’era. Per motivi familiari che gli hanno impedito di arrivare a Napoli. Ma il fuoco della sua passione per l’arte era lì.  Nella Cappella del Pio Monte della Misericordia, in via dei Tribunali 253 dove sono state presentate in anteprima alla stampa l’installazione firmata dall’artista belga Jan Fabre con il corallo di Enzo Liverino dell’omonima storica azienda di Torre del Greco.
La lezione dei maestri fiamminghi negli occhi e nell’anima, primo tra tutti Rubens (tedesco solo di nascita) con cui condivide le radici nella tranquilla ma culturalmente pulsante città di Anversa, nelle Fiandre, Fabre, eclettico artista sessantunenne (anche coreografo, regista teatrale e scenografo) dalle visioni forti, continua la sua possente storia d’amore con Napoli.
Dopo le quattro mostre partenopee della primavera scorsa , raccolte sotto il titolo Oro rosso, allestite in sedi eccellenti, Pinacoteca di Capodimonte, Museo Madre, culla del contemporaneo per la Fondazione Donnaregina, Studio Trisorio e nella stessa chiesa della Misericordia (dove ha proposto L’uomo che sorregge la croce), ecco il quartetto di opere destinate a un’esposizione permanente curata da Melania Rossi.

In alto, la liberazione della passione. Qui sopra, la purezza della misericordia, in basso, La rinascita della vita
In alto, La Libertà della Passione. Qui sopra, La Purezza della Misericordia, in basso, La Rinascita della Vita

Il corallo è materia nobile che viene dal mare. Incontrando la perfezione artistica di Fabre, diventa enigma di bellezza che affascina e seduce lo sguardo, ben incorporato in un luogo dalla memoria antica dove Caravaggio ha lasciato un ennesimo capolavoro.
Fabre colloquia con i dipinti seicenteschi dello scenario che ne accoglie la creatività. Un corpus artistico in cui ogni scultura  è alta 110 cm e pesa circa 50 kg.
Roselline, perle, piccoli cornetti ricamano significati simbolici costruendo una magica ed energetica suggestione spirituale. Protagonista assoluto in ciascuna è il cuore.
 La Purezza della Misericordia con il giglio, attributo dell’immacolata purezza di Maria e la mascella d’asino fa riferimento proprio alle Sette Opere di Misericordia di Caravaggio per indicare il pietoso gesto di dare bere agli assetati.
La Libertà della Compassione propone la colomba (che ha la potenza scultorea di un’aquila), simbolo dello Spirito Santo, e rimanda al San Paolino che libera lo schiavo di Giovan Bernardo Azzolino (1626-1630).
La Rinascita della Vita reinterpreta l’edera, metafora della resurrezione e della vita eterna, che avvolge la croce e dialoga con la Deposizione di Luca Giordano (1771).
La Liberazione della Passione fa leva sulla fiamma, emblema di speranza ma anche sulla chiave di San Pietro e della porta del regno dei cieli facendoci pensare al  San Pietro che resuscita Tabithà di Fabrizio Santafede (1611).
Il progetto espositivo, realizzato grazie alla generosità e all’inclinazione per l’arte del collezionista Gianfranco D’Amato e di Enzo Liverino, è accompagnato da un catalogo di Electa Mondadori (a cura della stessa Melania Rossi) con testi di Luigi Pietro Rocco di Torrepadula, Gianfranco D’Amato e Vincenzo Liverino, saggi di Stefano Causa, Bianca Cerrina Feroni, Dimitri Ozerkov, Melania Rossi, Els Wuyts. E raccoglie pure i disegni collage  di Fabre per dar vita alle installazioni. Opere d’arte tra le altre meraviglie.
Inaugurazione sabato 21 dicembre alle 11. Ma avrete il tempo e la possibilità di ammirarle da vicino quando vorrete, in sintonia con gli orari di apertura dell’ente di via Tribunali.la-rinascita-della-vita
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Orari di apertura:
Da lunedì a sabato: 9-18
Domenica: 9-14.30