poetry-pencilHo letto il primo libro di poesie di Stefano Fortelli L’ultimo giorno (versi dell’aldilà) e la sensazione che mi ha attraversata si chiama “tensione” come quando abbiamo paura di una mano pronta a infilarsi nel petto e prendersi il cuore.
Ma quella mano non vuole farci del male. No… assolutamente no. Vuole invitarci a viaggiare, prendere un treno verso il pianeta “Versi”, andare a una mostra d’arte per ammirare un quadro, perché molti sono i colori che governano l’esordio di Fortelli.
Leggerlo è stato come leggere dei racconti, pillole di romanzi: 63 poesie  che riescono emozionarti e a spingerti verso l’ultima pagina. Come se corressi per salire su un autobus che sta arrivando e se non siamo abbastanza rapidi lo perdiamo.
Qualcuno dirà: “Poesia? Chi legge poesie?” La poesia oggi è anche la capacità di raccontare la società, le sue malattie, l’inquinamento del nostro mondo interiore che su un foglio, magicamente, ritrova splendore.
Un prodigio che L’ultimo giorno di Fortelli riesce a compiere: non puoi addormentarti prima di averlo letto tutto, magari lo riprendi anche il giorno dopo per ritornare sulla bellezza di alcune parole, ma  devi finirlo: la sua energia è più forte di due occhi pronti a chiudersi per addormentarsi.

Comunanza

Vomito versi
neri come pesci
ho paura fratello poeta:
paura che dall’altra parte del mondo
tu stia scrivendo le stesse parole
paura che tu stia scoprendo
le stesse verità

Le parole del poeta hanno un peso specifico, non sono messe lì a caso, chiedono di essere esplorate e vissute: è come vivere  il passato nel presente, la malinconia, la nostalgia, il senso della consapevolezza e anche della tristezza.
Il primo libro di Fortelli è un capolavoro contemporaneo. L’autore si svela con riservatezza ed eleganza e allo stesso tempo lascia un messaggio, semina segni.
Uno stile ermetico 4.0, una poesia che invita a essere scoperta e che in realtà vuole dirci molto di più di come si presenta, ogni parola chiede di essere scavata, fino in fondo.

Sospeso

Si materializza il tempo
tra le mie mani
stringo forte i pugni
invano
lo osservo inerme
scivolare via
passivamente
penso al tempo che fu
sospeso
tra il fatuo presente
ed il futuro
che non so vedere

Stefano è un poeta emergente ma è noto nel panorama artistico partenopeo con “Ion, Napoli”, un progetto ambizioso e molto particolare che vede la realizzazione di opere artistiche con l’utilizzo di valvole della televisione.
Con la poesia però Stefano fa di più, utilizza il linguaggio per comunicarci il suo estro creativo e forse anche una malinconia romantica della sua anima.
Il suo amore per la poesia è esploso sei anni fa grazie alla musica, quando ha iniziato a scrivere testi per poi tramutarli in canzoni. La sua opera induce il lettore a immedesimarsi, un viaggio emozionale fatto di sospensione e tensione. Una grande forza creativa che punta a messaggi vitali.

Non era così

Non era così
che immaginai il futuro
non così l’amore
né l’amicizia
non era così
che sognai la vita
questa vita
che se ci penso,
è tutto ciò
che mi fu concesso

«La poesia è urgenza- dice- Un flash rapido e pungente, un ricorrente pensiero che come un mantra ti rimbalza, una sensazione piacevole o molesta, una visione che riporta a immagini o immagini che ispirano fantasie, un ricordo di vita vissuta o sognata».
Così nasce L’ultimo giorno: dall’urgenza di voler condividere quei versi su foglio e poi con il pubblico. E’ la necessità di manifestarsi attraverso la poesia.
Scritto in quattro anni più due. Il poeta utilizza questa espressione poiché circa un terzo delle poesie che fanno parte di questo libro sono state realizzate nei primi quattro anni, mentre gli altri due terzi, tra il 2018 e il 2019.
La raccolta poetica parte dalla teoria dell’ assenza del presente e sulla conseguente impossibilità di viverlo: «condizioni reali o spirituali raccontate dalla prospettiva di chi si situa già al di là o di chi si sente già al di là di esse».
Una silloge che narra  sentimenti universali:  «Vita, Morte, Coscienza, Il passare del tempo e poi il rimpianto e i tanti quesiti irrisolti che ci portiamo dentro che in un certo senso vengono risolti attraverso questa urgenza di metterli al mondo, attraverso la poesia»..
Questa incompiutezza di situazioni viene osservata  dalla prospettiva dell’assenza del presente e dalla nostalgia quasi del passato o dal desiderio di ritornarci a volte, come se quello fosse il nostro posto, perché infondo noi siamo il frutto di quello che eravamo e dimostriamo di essere in una situazione presente e reale.
L’ultimo giorno è un volume autopubblicato:  una scelta ragionata ma anche motivata dal fatto che Stefano ha declinato molte offerte da parte di alcune case editrici (richiesta di soldi, acquisto obbligatorio di un certo numero di copie del libro…) eppure leggendo il libro si può apprezzare la bellezza e sicuramente il talento che governa l’autore.
Il libro sta riscontrando successo di lettori e vendite. E’ disponibile in alcune librerie del centro storico e lounge bar come Area35 mm al Centro direzionale, Nevermind di Bagnoli, Cartolibreria gomma e matita, Buddha Art Cafè.
Fortelli desidera instaurare un filo diretto con il pubblico per discutere delle sensazioni provate durante la lettura e confrontarsi anche su alcuni temi affrontati nel libro. Potete acquistare il libro anche sulle piattaforme digitali editoriali: Amazon, Mondadori Store, Ibs, You CanPrint.
©Riproduzione riservata
In foto, copie del libro

 

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