Ponticelli, una delle tante periferie abitate da “non luoghi”, il quartiere più a est di Napoli che sconta una fase post-terremoto ancora priva di identità, caratterizzata da alti tassi di disoccupazione giovanile e descritta dalla politica come una “terra promessa”.
Un  territorio fermo da almeno quarant’anni, che ha bruciato un nucleo industriale e commerciale in grado di accompagnare uno sviluppo socio-economico rispettoso di quella comunità di donne e uomini che lo abitavano.
In questo scenario urbano si inserisce anche il degrado trentennale di Villa Tropeano, collocata tra il quartiere di Ponticelli e il limitrofo Comune di Cercola (Via Angelo Camillo De Meis), un meraviglioso elemento architettonico settecentesco dalla nobile storia.
Per questo il Comitato Villa Tropeano” sta urlando a gran voce (foto), da qualche tempo, per la rifunzionalizzazione sociale di quel luogo, nel frattempo acquistato dalla ex Provincia di Napoli e confinato nel piano di alienazione.
Gli attivisti del Comitato chiedono all’attuale Città Metropolitana di non mettere sul mercato il bene e prevederne un uso civico, sottraendolo alla speculazione privata che è sempre pronta a fare offerte irrisorie e creare condizioni di profittabilità.
La messa in sicurezza della facciata e il recupero di alcune decine di ettari di verde orizzontale e verticale, così da cominciare ad “abitarlo”, a rigenerare quel grande polmone verde a vantaggio dei quartieri circostanti. E’ questo quello che chiede il Comitato, immediatamente.
E nel frattempo aprire con la Città Metropolitana un tavolo di progettazione per un uso socio-inclusivo capace di creare opportunità di co-working giovanile e socialità impegnata, innanzitutto a vantaggio delle nuove generazioni.
Il Comitato Villa Tropeano anticipa ulteriori azioni di lotta e di confronto serrato con le istituzioni, affinché venga superata quella condizione di abbandono permanente di un pezzo di storia che si identificava con il quartiere ex operaista di Ponticelli.
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