Un libro per far emergere la memoria  sopita. Chiamatemi Paola Riccora di Mariagiovanna Grifi pubblicato da ilmondodisuk nel 2016 ha avuto il merito di accendere le luci della ribalta su una protagonista del teatro italiano del Novecento inspiegabilmente dimenticata dalla sua morte avvenuta nel 1976.
Grifi, dottore di ricerca in storia del teatro e discendente della commediografa partenopea il cui vero nome era Emilia Vaglio, in oltre cento pagine racconta come una signora dell’alta  borghesia riuscì a sollecitare con successo le emozioni del pubblico, da  inconsapevole femminista,  conciliando la carriera con la vita di moglie e madre.
Dalla pubblicazione della biografia a oggi, inoltre, è stata avviata la riscoperta delle sue commedie grazie al regista napoletano Vincenzo De Caro, da anni trapiantato a Firenze, che l’anno scorso, dando vita al Progetto Riccora, ha portato in scena “Fine mese”, il testo che Paola Riccora scrisse per Raffaele Viviani su sua esplicita richiesta.
Nello stesso Teatro Le Laudi, questa volta De Caro proporrà dall’8 al 10 febbraio Sono stato io, io Giovannino,  riadattamento della commedia Sarà stato Giovannino che la drammaturga diede in lettura a Eduardo De Filippo e che narra le vicende meschine di una piccola famiglia della borghesia in lite con un parente povero, Giovannino appunto, cui si elargiscono vitto e alloggio ma si attribuiscono ogni sorta di malefatte. L’opera lanciò Eduardo sul palcoscenico nazionale teatrale.
 Correva, infatti, l’anno 1932 quando nella quieta casa di via Carlo Poerio della scrittrice si presenta un giovane alto, magro, dal volto scavato. Con lui il fratello Peppino e la sorella Titina. Eduardo va subito al sodo: «Voglio ‘na cummedia, donna Paola. Avete qualcosa nel cassetto?».
La drammaturgia viene ricordata anche per la versione filmica del 1937, che vide i De Filippo per la prima volta insieme anche sullo schermo con “Sono stato io!”, diretti da Raffaello Matarazzo.
Con questa rappresentazione si suggella la nascita a Firenze di una compagnia teatrale con tutti attori napoletani per portare in scena non solo le commedie di Paola Riccora nella loro giusta dimensione, ma anche per offrire spazio ad altri autori di origine partenopea.
Domani, giovedì 7 febbraio, al Teatro Le Laudi  sarà presentata l’operazione che  ha prodotto  lo spettacolo insieme al libro della Grifi che ne  parlerà con Teresa Megale, docente di discipline dello spettacolo all’Università di Firenze, il regista Vincenzo De Caro e gli attori della compagnia In Fabula.
In foto, la locandina dello spettacolo
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