Classe 1989, romana, Teresa Iervolino, da mezzosoprano, ha recentemente incantato il pubblico del San Carlo nei panni di Andromaca per l’opera di RossinErmione. E nel weekend (sabato 23 novembre) sarà protagonista di un progetto speciale della Fondazione Pietà de’ Turchini.
In prima assoluta, a Palazzo Donn’Anna di Napoli (ore 19) andrà in scena con il concerto Jate sospiri mieje prodotto dall’associazione Talenti Vulcanici nella suggestiva cornice del Teatro della Fondazione Culturale Ezio De Felice, già ospite di molte iniziative della Pietà de’ Turchini.
Il programma musicale è nato a quattro mani con il musicologo Paologiovanni Maione: l’artista proporrà un recital di canzoni napoletane, tra malinconia e ricordi, gioco e invenzione. Un emozionante omaggio a Napoli che l’ha adottata.
Tra i brani che presenterà al pubblico,  Marechiaro (di Francesco Paolo Tosti e Salvatore Di Giacomo), Fenesta Vascia (musicata da Guglielmo Cottrau), La Danza (di Gioacchino Rossini) , Me voglio fa ‘na casa di Gaetano Donizetti, Santa Lucia luntana di E.A. Mario, Miezz ‘o grano (di Edoardo Nicolardi ed Evemero Nardella).
Iervolino sarà accompagnata dall’Ensemble Scherza l’Alma formato da Giuliana De Donno (arpa viggianese), Leonardo Massa (violoncello e calascione), Peppe Copia (chitarra barocca e battente), Mauro Squillante (calascioni, mandolino,  e maestro concertatore).
Spiega Maione: «Jate suspiri mieje evoca la malia di uno struggimento che coniuga la malinconia alla rimembranza. È il viaggio di una giovane voce che, commossa, ripercorre la propria terra d’elezione attraverso la sua musica ed i suoi canti, nel bisogno di un ricordo da condividere con generosità. Chitarre, mandolini, arpa, archi e vaghissime percussioni avvolgono questo percorso fatto di lunghe melodie e teatralissime ballate scelte per questa festa, uno “spasso” assai serio di una cantante disposta a offrire il proprio “tesoro” a coloro che sapranno coglierne le sfumature e i palpiti».
L’artista da bambina mostra inclinazione per la musica: ha 8 anni quando inizia a studiare pianoforte. Poi, attratta dall’opera, decide di dedicarsi al canto lirico, continuando lo studio del pianoforte, insieme alla composizione.
Nel 2007 entra nel Conservatorio Cimarosa di Avellino dove  si diploma in canto nel 2011 con  lode e  si perfeziona frequentando masterclass con Marco Berti, Domenico Colajanni, Alfonso Antoniozzi, Daniela Barcellona, Bernadette Manca Di Nissa, Bruno Nicoli e Stefano Giannini.
Una carriera, la sua, cominciata da giovanissima. Nel 2012 vince il 63° Aslico, il concorso per giovani cantanti lirici d’Europa cui seguono tantissimi altri riconoscimenti, nazionali e internazionali, che le aprono le porte dei  maggiori templi della lirica: tra i tanti, il Regio di Torino, il San Carlo di Napoli, lo Chatelet di Parigi, il Duch National Opera di Amsterdam, la Fenice di Venezia, la Scala di Milano, l’Operà de Paris, diretta in ruoli da protagonista da Roberto Abbado, Donato Renzetti, Christophe Rousset, Riccardo Chally, Marco Armiliato, Daniel Oren.
Con la Pietà de’ Turchini, diretta da Stefano Demicheli, ha debuttato nel repertorio barocco con un recital su Nicola Grimaldi e, diretta da Marcello Di Lisa, con La Iole di Nicola Porpora.
Ingresso libero solo su prenotazione scrivendo alla email a coordinamento@turchini.it (entro le 12 di venerdì 22 novembre).
Per saperne di più
tel. 081402395
www.turchini.it

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