Romanzo/”Segreto di madre”: le storie svelate da Stefano Antonini. Parole nascoste di un amore infinito

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 «Ma i segreti, questo è meglio metterlo in chiaro subito, non sono solo prerogativa dell’alta società. Io l’ho scoperto tardi. Viviamo sogni di altri senza sapere che i nostri rimangono chiusi nei cassetti».
In realtà, il segreto custodito per tanti anni da Narside non è stato chiuso in un cassetto, ma in una scatola. Una vecchia scatola di latta riposta all’interno dell’armadio della camera da letto e contenente un tesoro inestimabile: 124 lettere scritte da un giovane di nome Aliseo tra il 1951 e il 1952, testimonianza di una lontana e tormentata storia d’amore. Un segreto scoperto dal figlio Stefano solo dopo la morte della donna. Stefano, educatore e formatore, tiene percorsi di “psico-didattica teatrale” nelle scuole, funzionali a educare all’empatia, all’affettività e all’instaurare rapporti costruttivi senza giudizio.
Nonostante il grande dolore per il recente lutto, intravvede infatti nella storia di sua madre un ottimo spunto di riflessione da proporre a una quarta liceo di Bologna in cui ha avuto l’incarico. Si presenta in classe proprio con lo scrigno che, una volta aperto, fa rivivere davanti agli occhi degli studenti, la storia di Narside e Aliseo, vera nella maggior parte dei passaggi, ricostruita in altri grazie a ipotesi e indizi.
Lo scopo dell’attività è quello di capire cosa avrebbero fatto i ragazzi se si fossero trovati nei panni dei due protagonisti loro coetanei, ma ancora di più, visto che le storie d’amore non hanno tempo, cosa farebbero oggi se si trovassero in una situazione simile, in cui il sentimento per l’altro è tanto forte quanto il desiderio di realizzarsi individualmente.
Narside e Aliseo hanno provato a far funzionare le cose, ma all’epoca non c’erano i mezzi di comunicazione di oggi e, inoltre, tutto era molto più complicato a causa della grande povertà lasciata dalla guerra.
Narside, ragazza determinata che desidera tanto studiare, grazie all’aiuto della professoressa Angela, conosciuta alla Casa della Giovane di Bologna in cui lavorava come segretaria, diventa maestra elementare, facendo pratica come vigilatrice alla Colonia AGIP di Cesenatico.
Aliseo, invece, giovane brillante e sanguigno, lavora come fuochista, mestiere molto duro che lo porta in giro per l’Italia. Si vedono poco ma lavorano entrambi duramente per mettere da parte i soldi per potersi costruire una famiglia. Aliseo però vive un conflitto interiore molto forte: desidera a tutti i costi diventare pittore.
Decide così, contro tutto e tutti, di trasferirsi a Parigi per realizzare il suo sogno. Scelta che non hai mai messo in dubbio il suo grande amore per Narside, lei però è di altro avviso e dal tono delle lettere, che nel corso dell’anno si fa sempre più teso e preoccupato, si evince che la loro relazione non ha avuto un lieto fine.
È rimasta ferma nel tempo ma ha dato modo a Stefano Antonini di scrivere “Segreto di madre. Parole nascoste di un amore infinito” (astroedizioni), romanzo che racconta la loro storia, contenente le 124 lettere, corredato dalle opinioni degli studenti, e diventato prezioso oggetto di discussione in laboratori realizzati in diverse scuole di Bologna e dintorni.
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