Settanta anni fa nasceva il Made in Italy con la prima sfilata di moda a Firenze, presentata da Giovanni Battista Giorgini. E in tempo di crisi Napoli per ripartire punta sul settore della moda per voltare pagina.
Un settore diventato punto di eccellenza e parte importante del nostro Pil. La prima edizione della Fashion week art si terrà dal primo al 5 maggio 2021 nel Complesso San Domenico Maggiore. La presentazione dell’evento si è svolta nei giorni scorsi nella pizzeria Sorbillo in via Tribunali 32 (foto).
La kermesse è patrocinata dall’assessorato alla cultura e turismo del Comune di Napoli ed è stata organizzata dall’associazione “NoiNo”. Numerose le adesioni, qualcuna anche dall’estero.
Nei giorni scorsi, alla conferenza stampa, coordinata dal giornalista Franco Buononato, dopo il saluto del consigliere Carmine Sgambati in rappresentanza del Comune, sono intervenuti gli stilisti Samantha Esse, Raffaele Tufano, Lorenza Pizza, sartoria Marianna, Cristina Cirigliano e Alex Di Laurenzio, presidente dell’associazione “NoiNo”, la modella Estera Balintfi, l’hair-stylist Filippo Sepe e le make-up artist Francesca De Rosa e Giovanna Santo, e Cristian Faro, presentatore, docente, autore e cantautore di tematiche sociali e attualità.
Nell’incontro è stato sottolineato che al 31 dicembre in Campania operavano 8.456 imprese nel settore tessile e abbigliamento pari al 21,5% di tutto il tessuto manifatturiero regionale (39.312). In Campania c’è una percentuale maggiore di imprese del settore tessile, abbigliamento, moda rispetto al nazionale (16,6%).
Di queste il 10% (poco più di 800) sono a rischio fallimento Covid. Quelle tessili, come emerge anche dall’ultimo report Istat, sono quelle più in sofferenza anche in Campania, soprattutto sull’export.
Nel periodo gennaio-settembre 2020 il settore ha esportato per un valore di 524 milioni di euro -36,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. A rischio migliaia di posti di lavoro.

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