Ultima settimana di programmazione per la rassegna teatrale Classico contemporaneo diretta da Gianmarco Cesario e Mirko De Martino. E proposta al Chiostro di San Domenico Maggiore nell’ambito della rassegna Estate a Napoli promossa dall’assessorato comunale alla cultura.

Viviani| ilmondodisuk.com
Qui sopra, Raffaele Viviani. In alto, una scena di “Edipo re(o)


Martedì 27 e mercoledì 28 agosto omaggio al grande Raffaele Viviani,
in un recital che propone in chiave del tutto originale i brani e le canzoni dell’autore stabiese (foto). Unico Viviani è il titolo dello spettacolo che ne propone il  profilo autoriale in un grido di sofferenza. Anche se raccontato con l’umorismo crudele e feroce che solo il popolo napoletano sa fare. Le battute, i testi in versi o canzoni sono portate dagli attori in scena con un’unica voce.
Dividendosi le battute, gli interpreti mettono in scena il calore, il dolore ed il temperamento delle persone descritte in quell’epoca e che oggi ancora sono vive ed esistenti. Gli attori, si inseguono sul palco, calcando fatti storici e momenti di fortissimo impatto poetico.
Giovedì 29 e venerdì 30, ‘E cammerere, ispirato a “Le serve” di Jean Genet, regia e drammaturgia di Fabio Di Gesto. Due serve e una padrona: due candidate che si sfidano per un unico posto. Un’idea drammatica guida che trasporta gli spettatori nella Napoli  chiassosa e plebea. Con un linguaggio  composto da proverbi e detti. La scena sarà quasi del tutto vuota. Pochi oggetti e vestiti, che rappresenteranno l’apparenza, l’inganno…
Chiude la manifestazione Edipo re(o), sabato 31 e domenica 1 settembre, sempre alle 21.30.  Il progetto drammaturgico e regia sono da Gianmarco Cesario dalla tragedia di  Sofocle. Edipo è un predestinato, al regno ed alla colpa. Edipo Re è, quindi, anche Edipo Reo: da questo assunto parte la scelta di raccontare, attraverso il verso di Sofocle, quello che è il rapporto dell’uomo con la colpa.
Indagando sulle cause di un omicidio, Edipo scopre la sua vera storia, la sua identità e, soprattutto, il sé stesso interiore, tra i ruderi di una città fantasma, scomposta come lo è la sua vita maledetta, alla cui narrazione fanno da contrappunto le musiche eseguite dal vivo da Anthony Della Ragione su percussioni a mano e i movimenti coreografici di Rossella Fusco.
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