“Minotauro: storia di Eros e Thanatos”. Mito immortale che La chiave di Artemysia propone sabato 21 agosto alle 19,30 ” all’Anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere (foto).
Più di duemila anni fa qualcuno alla luce fioca delle stelle raccontava di come di come l’Arte vincesse la malìa del tempo. Qualcun altro raccontava di un Mostro che abitava in una prigione senza porte e sbarre e di come un Eroe giunse a porre fine alle sue pene. Testimonianza di un tempo arcaico in cui la Natura era Tempio del Divino ed ogni sua manifestazione era simbolo.
Lo spettacolo, per la regia e drammaturgia di Livia Berté, invita, tra musiche ed ombre, echi e racconti, ad aprire il vaso di Pandora del mondo simbolico ed ancestrale del Mito, all’interno dei suggestivi cunicoli degli scavi sotterranei dell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere.
Al centro dello spettacolo, la figura del toro, del Minotauro, dai culti misterici di Mitra fino alla mitologia greco-romana, osservato però da un punto di vista ribaltato: quello tanto egregiamente spiegato da Jorge Luis Borges.
Uomo con la testa di toro, personaggio deforme e cattivo, costretto, dalla sua ambigua natura, a mangiare essere umani, esseri mortali in così gran parte simili a lui, costretto… appunto costretto dalla vita, dalle circostanze, dalla sua “malformazione”. Chi è qui il vero mostro? Lui, il Minotauro, nato diverso, nato da un amore sbagliato, costretto a vivere ai limiti della società, o coloro che lo hanno emarginato?
Gli scavi dell’Anfiteatro diventano il labirinto, dove attori abituati al teatro danza, sfrecciando tra le antiche pietre e sbucando dal buio, raccontano la sua storia. La messinscena è una visita guidata teatralizzata: gli spettatori vengono raccolti all’interno del Museo archeologico e lì viene fornita loro una spiegazione dettagliata del sito e del mito. Accompagnati poi agli scavi, dove ha luogo la rappresentazione vera e propria. Il punto di ritrovo è l’ingresso del Museo.
Prenotare su wa al numero
3404657949

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