Roma, Santa Maria della Piet . Carlo Delle Piane, uno dei volti simbolo del cinema italiano, è impegnato nelle prove dello spettacolo che debutter  a breve al Teatro Umberto. Si trova l per caso Anna Crispino, musicoterapeuta e cantante di origini napoletane. Con sensibilit  fuori dal comune riesce a entrare, passo dopo passo, nel privato di un attore schivo e riservato, geloso della propria quotidianit , costantemente trincerato dietro un muro che solo il set può abbattere lasciando emergere un’autenticit  e una spontaneit  disarmanti.

E’ soltanto l’inizio di una storia d’amore e di sodalizio artistico nel segno di Napoli, che Delle Piane definisce “palcoscenico d’Italia, una sceneggiata continua”. E con la benedizione di Peppe Barra lo spettacolo “Io, Anna e Napoli”, dopo il debutto romano al Teatro delle Muse, fa il suo vero esordio il 23 aprile del 2010 al Teatro San Ferdinando, dove riscuote un grande successo. Da qui il progetto di una biografia che, ripercorrendo la lunga e prestigiosa carriera dell’attore, rivela, forse per la prima volta, l’uomo Carlo. In “Signore e Signori Carlo delle Piane” (Testepiene, pp. 223, euro 22,00) Massimo Consorti, giornalista con la passione per il cinema, conduce il lettore in un viaggio emozionante che si legge d’un fiato come un romanzo.

Allegato al volume, che contiene la filmografia completa e gli scatti fotografici più celebri, è il dvd “Il Bello del Cinema Italiano”, per la regia di Giuseppe Aquino, con interviste a Pupi Avati e Franco Battiato. Si parte con i ricordi dell’infanzia e l’esordio nel 1948 firmato da Duilio Coletti che lo scelse, ancora alunno di scuola media, per interpretare Garoffi nel film “Cuore”. Un intero capitolo è dedicato all’incontro con Aldo Fabrizi “amico, fratello maggiore, padre”. Con un “Daje Carlè svejate, madonna quanto dormi” terminava di solito la visite, trattenendo a stento le lacrime, a Villa Margherita, dove l’attore fu ricoverato a seguito di un grave incidente stradale. A quel periodo risale l’insorgere di alcune fobie che hanno condizionato in maniera pesante la sua esistenza.

Un rimpianto “non aver mai abbracciato i miei nipoti, non essermi rotolato per terra con loro”. Ma Carlo ha saputo trasformare gli svantaggi in talento. Scorrendo le pagine della sua vita ci si imbatte in tanti grandi del cinema italiano Totò, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Walter Chiari, Pupi Avati. Con il regista bolognese comincia la sua seconda vita d’artista. E’ il 1983 quando con “Una gita scolastica”, selezionato per la Quarantesima Mostra del Cinema di Venezia, vince il Nastro d’argento come miglior attore e il premio Pasinetti destinato al miglior attore protagonista. Non mancarono anche gli apprezzamenti femminili ” Ma lo sa che lei, oltre che bravo, è anche bello?”. Un escalation di successi fino al Leone d’oro come miglior attore a Venezia nel 1986.

In “Regalo di Natale” di Pupi Avati Carlo interpreta l’avvocato Santelia, quello di “Mi scusi signora, ma lei è una prostituta?”. Peccato che non abbia mai imparato l’inglese, perch gli americani erano interessati alla sua fisicit . Tra pubblico e privato il libro di Conforti restituisce un ritratto a tutto tondo. “Mi sarebbe piaciuto indagare il suo rapporto con le donne. L’ultima volta che ci siamo visti a Roma, mi ha fatto capire che forse qualcosa c’è stato”. Questo ormai è il passato, adesso c’è Anna, “il volo dell’anima”.

In foto, la copertina del libro

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