Kebrat: quando la musica s’ispira alla realtà. Nando Misuraca lancia il suo nuovo singolo, che parte da “Lacrime di Sale” (edito da Mondadori) di Pietro Bartolo (storico medico di Lampedusa e oggi eurodeputato).
E’ la storia di Kebrat, giovane donna eritrea arrivata il 3 ottobre del 2013 sul molo di Lampedusa «senza polso e senza battito».
Scrive Bartolo: «Era in ipotermia profonda, in arresto cardiocircolatorio. Era morta. Non avevamo niente. Ho cominciato a massaggiarla. Per molto tempo. E all’improvviso l’ho ripresa. Aveva edema, di tutto. È stata ricoverata 40 giorni. Kebrat era il suo nome. È il suo nome. Vive in Svezia. È venuta a trovarmi dopo anni. Era incinta».
Cantautore e giornalista napoletano, motore di un’etichetta discografica indipendente, Suono Libero Music, che scommette sui giovani talenti nella sua città, Misuraca è stato colpito dalla vicenda: la vita che batte la morte, la rinascita di un ultimo destinato alla sconfitta.
Nel brano, presentato in anteprima tv su Rai Uno a  “Storie Italiane”, c’è anche duetto virtuale con Lucio Dalla, con la sua voce campionata dalla canzone “Se io fossi un angelo”.
Kebrat entrerà nel progetto discografico Inconsapevoli eroi (Storie vere di italiani virtuosi) che uscirà  a maggio. Sulla traccia dell’impegno civile già mostrato con canzoni come “Mehari Verde” (scritta per Giancarlo Siani) e “Anime Bianche”, dedicata al padre Bruno, geometra morto su di un cantiere nel 1999 e realizzato con il contributo di CGIL FILLEA, con la quale tuttora collabora sul tema sicurezza sul lavoro.
In foto, Bartolo con Kebrat

 

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