Il teatro ha da sempre avuto come sfondo di azione il privato. Innumerevoli salotti fittizi ricostruiti accuratamente o solo metaforicamente, si sono aperti in millenni di palcoscenico agli spettatori.
Molti drammi, molti amori, tradimenti, molte conversazioni ironiche o vuote, telefonate di scena, intrighi di corte, sono stati inscenati in un salotto.
Il salotto è quella parte di ogni casa in cui entrano tanto persone care quanto sconosciuti, entrambi con pari dignità e diritto di starvi, entrambi accolti nel luogo che é biglietto da visita di ogni ambiente domestico.  Caratterizzato da una funzione peculiare che sia unica e irripetibile, un luogo di accoglienza e in cui, anche senza che via sia artificialità scenica, si fa bella mostra della etichetta sociale a cui ognuno di noi si confà.
Quindi quale miglior scenario di un salotto privato per arrivare al cuore intimo di uno spettacolo recitato? Quale miglior location per permettere al teatro di essere nella sua essenza piena quel connettivo tra persone differenti in una continuità naturale tra spettacolo e vita vera?
Una amalgama di vicende private che si nutrono di scene pubbliche, professionisti del palcoscenico che si prestano a spazi compressi o meno, che restituiscono al teatro quella originaria dimensione privata.
Il Teatro cerca casa  entra nei salotti e lo fa fin dalla presentazione della programmazione per la stagione 2019/2020, che prende atto, è il caso di dirlo, nel salotto di casa Santanelli.
Un progetto ambizioso che trova in Manlio Santanelli la perfetta figura di ideatore. Chi altri, se non un acclamato drammaturgo capace di muoversi abilmente tra dramma e comicità e legato al teatro dell’assurdo, poteva essere capace di portare avanti con successo tale iniziativa senza che questa fosse, per ironia della sorte, giudicata assurda?
Giunta alla sua ottava edizione, la rassegna ha visto spettacoli e repliche entrare in più di 250 salotti di case private, raggiungendo un numero approssimativo di 15.000 spettatori. Il progetto è riuscito a creare un circuito teatrale alternativo, non solo perchè esce sia dai circuiti ufficiali che da quelli indipendenti per forma, ma ne differisce anche per la sostanza dell’offerta.
Questo perché se lo spettacolo è portato a casa, e lo è negli anni del boom dei servizi a domicilio, deve avere protagonisti capaci di gestire spettacoli con caratteristiche tutte proprie che si nutrono della natura del luogo in cui sono proposti.
Il titolo della stagione dichiara anche questo, Lo spettacolo è servito, come avviene per una cena che uno chef professionista venga a cucinare nelle nostre case. Gli ingredienti, in questo caso sono arte teatrale, capacità di intrattenimento, con un pizzico di improvvisazione e imprevedibilità che rendono l’evento mutevole, per tutti i palati.
Capita, quindi che spettacoli provati in sedi, se si vuole, più tradizionali, si scoprano nel salotto in dinamiche e componenti che ne massimizzano la godibilità, che ne esprimono lati non previsti, non esplorati, riuscendo a mettere in scena quello che su un palco non è possibile.
L’assenza di elementi scenografici mette in luce il talento scevro degli artisti che si alternano in ambienti sempre diversi.
L’epoca dello sharing, della condivisione, si esprime anche nel mondo del teatro quindi, che diventa una cortesia per gli ospiti, siano questi padroni di casa o invitati paganti allo spettacolo in sé.
Per il Teatro Cerca Casa la scelta del salotto, come sede unica di spettacolo è il risultato di una serie di peregrinazioni artistiche che hanno visto il progetto provare anche sale museali, chiese, cortili.
La dimensione privata non condiziona solo la messa in scena: come veri e propri appuntamenti la maggior parte degli spettacoli non ha una data già fissata. Starà alla disponibilità delle case, appartamenti privati, dettare le tempistiche della stagione.
Viene riproposta, sembra, la natura itinerante da l’idea delle originarie carovane teatrali, compagnie senza una sede fissa che prestano la loro arte in maniera improvvisata.
Anche gli spettacoli non si inseriscono tutti in un unico filone. I linguaggi che parlano sono molteplici, ricordano quanto avveniva in passato, il viandante che si ferma a narrare di vicende avvenute lontano, un cantastorie di occasione che ci riporta in dimensioni che non avevamo considerato.

Qui sopra, Maurizio-Murano, vincitore-Premio Biglietto d'oro. In alto, un altro moneto della conferenza stampa a casa Santanelli. Foto di Cesare Abbate
Qui sopra, Maurizio-Murano, vincitore-Premio Biglietto d’oro. In alto, un altro moneto della conferenza stampa a casa Santanelli. Foto di Cesare Abbate

Le date certe sono poche, quattro su quindici spettacoli: si comincia, come da tradizione, nel salotto di Casa Santanelli, lunedì 7 ottobre alle 18, con Una notte con le stelle e con te, di Maurizio Murano e Mariella Pandolfi, uno spettacolo che ci porterà a contatto con autori, presenti e passati, di fama  internazionale nel firmamento poetico, Pasolini, farà compagnia a Garcia Lorca, De Filippo e Viviani si scambiano la scena con Shakespeare, De Simone, Petrolini Leoncavallo. Murano sarà l’unica voce narrante.
Venerdì 18 ottobre alle 20.30 Kalèidos, spettacolo musicale che vede in scena Marina Russo e Giuseppe di Capua, in una successione di brani dei maggiori interpreti della musica italiana e internazionale. Ideato e gestito da una coppia nel lavoro e nella vita, mette in mostra una selezione di capolavori accuratamente centellinati in anni di vita professionale.
Il 22 novembre Peppe Fonzo ci permetterà di conoscere Fosco, un un outsider, folle e buffone ispirato   un brano inedito  di Domenico Modugno, che porta in scena una solitudine profonda e peculiare.
Il 21 dicembre  Father & Son – Inseguendo Chet Baker, ci porterà tra realtà e finzione in uno parossismo poetico espresso dalla potente profondità dell inarrivabile interprete del Cool Jazz.
A queste date previste si accompagneranno spettacoli già collaudati in Il Teatro Cerca Casa e new entry di spessore, pezzi di teatro adattati sugli scritti di autori acclamati da critica e pubblico.
Da Barba il Blu di Cloris Brosca a Bartleby lo scrivano di Enzo Salomone, Da Junk Solo di Maurizio Capone, già fondatore dei Capone BungtBangt, una delle ecoband più importanti al mondo,  a Città ‘n Blues che riprende i testi di Stefano Benni. Con L’Arte del Sorriso: La Macchietta  Federica Aiello e Roberto Giordano ripropongono un genere teatrale ormai in disuso, e con Piccoli Crimini Coniugali si esplorerà il genere della commedia.
Ci saranno momenti Amarcord con spettacoli come Masiello Canta Viviani, Magnificat di Caterina Pontrandolfo e Rodolfo Medina, Io Anna Magnani? di Sarah Falanga, e racconti di tradizioni desuete di territori poco narrati come in Storie Storte di Paese di Gennaro Monti.
Una rassegna matura capace di andare oltre la semplice frantumazione della cosiddetta quarta parete. Perché sappiamo di essere al teatro, ma non sembra di esservi. Le dinamiche di scambio tra pubblico e artisti sono semplici, fluide, sincere. Infatti per quanto ogni spettacolo sia preparato e pensato per essere una rappresentazione fittizia della realtà, la rassegna ci mostra la continuità tra teatro e quotidiano, entrando nelle case e facendo vivere luoghi di scena che altrimenti resterebbero inanimati.
Per maggiori dettagli sugli spettacoli e  il programma completo si rimanda al sito ufficiale della rassegna. (http://www.ilteatrocercacasa.it/spettacoli/)

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