Ritorna, a partire da oggi, giovedì 10 ottobre, il festival di corti teatrali I corti della formica, sotto la direzione artistica di Gianmarco Cesario, ideatore del progetto. Un festival che vediamo accresciuto, in questa quattordicesima edizione, grazie anche alla esperienza coltivata negli anni da quando nel 2005 si presentò al pubblico con il nome di La corte della formica, e che vede il riconoscimento del lavoro svolto nel successo di molti professionisti del palco che qui sono passati e da questo contest sono partiti. Spesso instaurando una proficua collaborazione come nel caso di Mirko Di Martino, oggi direttore artistico del Teatro Tram, che ospita il contest, senza dimenticare Daniela Ioia, che ritroviamo nel film ispirato dal celebre spettacolo defilippiano Il sindaco del Rione Sanità, o ancora Aldo Rapé, ad ora direttore artistico del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta.
Un festival di importanza cruciale per il corto teatrale, una tipologia di spettacolo che in Italia manca di un circuito vero e proprio. Anche per questo si dà spazio a produzioni non solo regionali, scelta capace di aprire le porte di possibili collaborazioni per un festival già legato a manifestazioni teatrali partenopee di ampio respiro, come Napoli Teatro festival.
La giuria estremamente giovane è un’altra novità di questa edizione. Di natura popolare, si compone di giovanissimi frequentatori di teatro, tutti under 25, tutti legati a esperienze professionalizzanti del settore.
Per l’intera durata della manifestazione, a fronte di una non definita tematica generale, saranno due i macro-temi predominanti, espressione dei tempi correnti: uno che si esprime in una messa in scena delle psicosi contemporanee, una immersione nella psicologia di personaggi (ma si potrebbe dire persone) appartenenti a tutte le sfere sociali; l’altro capace di entrare nella delicata questione di genere e dei generi, con una attenzione particolare a narrazioni della femminilità che si distaccano, felicemente, da quelle del sentire comune, troppo spesso espressione di una riflessione rifuggita intorno a tematiche basilari per una sociabilità equilibrata che tarda ad arrivare.
Dodici spettacoli che andranno in scena in quattro serate, dal 10 al 13 ottobre. Si comincia stasera con In-sanitá di Pietro Fusco, un monologo che prende spunto da una giornata passata in ospedale, drammaticamente assurda, paradossale, ma anche incredibilmente vera, una messa in scena grottesca di un problema concreto, quello della malasanità.
Pop-corn, di Nello Provenzano, proverà a raccontarci in forma esasperata quelli che sono i disagi di una persona timida, in una battaglia che è prima interiore e poi sociale, il tutto raccontato in una società meno esplicita sessualmente ricalcando una maniera di approccio relazionale che in parte si è perduto nella frenesia dei primi anni duemila.
Sulle note dell’inconscio, di Filippo Stasi, incentrato sulla personalità di Jackson Pollock, analizzato  nella sua personale battaglia a se stesso, espressa poi sulle opere che ne hanno visto il successo mondiale dopo la sua scomparsa.
Venerdì 11 ottobre, si comincia con Dirty Web Story, che affronta la tematica del Revenge Porn, pratica tanto comune quanto distruttiva. Gli attori appartengono tutti ad un laboratorio di Teatro diretto dalla autrice del corto, Rossella Santoro, nel quartiere di Soccavo -Traiano.
 Ghiunè darà spazio a quattro monologhi femminili in voci meridionali, in un miscuglio linguistico che unisce quattro personaggi caratteristici delle storie e delle vicende del sud Italia, in un progetto che nasce nelle strade con incursioni teatrali in feste popolari, portando sul palco voci e rumori.
Storie di incroci e di anarchia di Veronica Milaneschi vede protagonista una donna che si cura dalla collera e dalla rabbia inveendo contro tutto ciò che fa parte del comunissimo traffico romano in cui si trova intrappolata.
Sabato 12 ottobre si apre con Chi ha ucciso mio Padre, testo e regia di Massimo Stinco, tratto dal romanzo di Edouard Louis. Una storia spinosa, incentrata sul conflitto destinato a scaturire tra un figlio omosessuale e il padre omofobo. Madri dei villaggi perduti, di Fiore Zulli, è incentrato su canti della tradizione orale del popolo Amhara dell’Etiopia, in uno spettacolo che cerca di connettere il pubblico con le antiche madri dell’umanità, ricordando le difficoltà delle donne in un mondo governato a partire da narrazioni della femminilità ingiuste e completamente non pertinenti. Nonni Fantasmi di Fabio Catalano, conclude questa giornata incentrata sui conflitti e sulle dinamiche familiari.
L’ultimo giorno di spettacoli vede in scena in ordine: Dead Man Working, interessante spettacolo tratto dal fumetto Dylan Dog, e che focalizza la riflessione sulla gestione del tempo e sulla questione dello sfruttamento lavorativo.
Il malato immaginato di Gianluca Botta, ci trasporta nelle dinamiche apparentemente normali di una famiglia, le cui dinamiche morbose verranno mostrate attraverso un testo capace di mostrare tutti gli aspetti drammatici di una genitorialità rifiutata.
L’Eretica di Chiara Cappelli, chiude questa rassegna. Un monologo che punta i riflettori sul vissuto femminile in una società  costruita per e dagli uomini prendendo spunto dalle favole di Andersen.
In pieno spirito dialettico, alla fine di ogni giornata ci sarà un momento di confronto con il pubblico, nel tentativo di creare una riflessione critica intorno ai temi trattati.
La premiazione avverrà il 18 ottobre quando saranno designati i vincitori per le categorie classiche di Miglior Corto, Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior autore di testo originale, Miglior Regista. Sarà inoltre consegnata una targa al miglior adattamento.
Quattro serate intense capaci di far riflettere intorno a tematiche di grande interesse sociale, attraverso un genere che rappresenta l’ultima possibilità di incontrare un teatro artigianale, puro, in qualche modo non fagocitato da una industrializzazione impegnata a snaturare la millenaria arte della recitazione.
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Dal 10 al 13 ottobre, dalle 20.30
Teatro Tram,  via Port’Alba 30, Napoli.
Costo del biglietto: 12 euro
Per saperne di più
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