Due artiste di generazioni differenti a Palazzo Partanna. Da venerdì 7 aprile (vernissage alle 18, fino al 16 giugno) a piazza dei Martiri con la mostra Women’s Visions, a cura di Franco Riccardo.
Protagoniste, trenta opere. Le case ideali e le perturbanti maschere di Barbara La Ragione si legano ai lavori di matrice dada e surrealista di Rosaria Matarese, in un continuo dialogo tra storico e contemporaneo. Linguaggi artistici differenti si fondono restituendo una visione del mondo profondamente femminile.
Dopo il ciclo di mostre dal titolo Didattica Visiva, il nuovo evento inaugura il programma Complicità e Conflitti. Arte a confronto che si articolerà in 5 progetti espositivi ospitati nelle due sedi Fideuram di Palazzo Partanna e Palazzo Nunziante e vedrà protagonisti 7 artisti italiani fortemente legati al territorio e alla cultura napoletana.
Simona Zamparelli , nel catalogo della mostra pubblicato dalla EffeErre Edizioni, in uscita a maggio : «Da tempo gli oggetti sono simboli e interlocutori privilegiati che arricchiscono il quotidiano con fagocitazione o intelligente affezione fisica ed emozionale. In un operare diverso Matarese e La Ragione sono le protagoniste dialettiche di un estetica che io chiamo del feticcio».
Matarese, nata a Napoli nel 1941 frequenta il liceo artistico e l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Giovanni Brancaccio. Fin dalla metà degli anni 60 aderisce a movimenti di avanguardia che hanno operato per il rinnovamento dell’arte tra i quali la rivista Linea Sud. Il suo lavoro si caratterizza per l’assemblaggio di oggetti, ritagli fotografici, impasti di colore, che, sfuggendo alla casualità provocatoria del ready made, fissano la parte di realtà che sta a cuore all’artista, attraverso il recupero dell’oggettualità e dell’interazione con il fruitore.

Fideuram | ilmondodsiuk.com
Qui sopra, un lavoro di Barbara La Ragione. In alto, particolare di un’opera di Rosaria Matarese

Classe 1974, napoletana, La Ragione, dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli, in cui realizza i suoi primi scatti fotografici, continua ad ampliare e perfezionare sia le tecniche fotografiche che incisorie. La sua ricerca artistica si basa sull’uso della classica fotografia analogica, reale e palpabile, finalizzata al ritratto come espressione dell’essere hic et nunc.