Un concerto di musica barocca è sempre un’occasione utile per considerare la modernit  di questa stagione, cos feconda e cos ancora poco nota ai più. Se a un ensemble di grande seriet , come i Solisti aquilani, si affianca un violinista di pregio come Gabriele Pieranunzi (foto), allora si sfiora la magia. Non poco giovava la cornice offerta dalla magnifica veranda di Villa Pignatelli, i cui colori erano resi ancora più abbaglianti dal biondo sole di Napoli, che finalmente debuttava in questa strana primavera.
I due concerti di Antonio Vivaldi, il Concerto in la minore op. 3 n. 8 e il Concerto in mi minore op. 11 n. 2 RV 277 sono stati impeccabili per intonazione, coesione, qualit  del suono. Il momento più alto di questo straordinario appuntamento della stagione del “Maggio della musica”, è stato raggiunto nell’esecuzione della suggestiva Ciaccona in sol minore per violino e archi di Tomaso Antonio Vitali, pagina dalla paternit  controversa, ma caratterizzata da una melodia struggente, che fluttua su una struttura armonica tanto semplice quanto potente. Il ripieno era corposo, denso, ricco di mille sfaccettature; le sonorit  più tenui, soprattutto quelle realizzate dal solista, avevano una consistenza impalpabile, di una rara ed elegantissima fattura.
Nessun cedimento alle mode interpretative, nessuno spazio per trovate stravaganti, ma soltanto rigore e fedelt  alla partitura questi i pregi di una esecuzione memorabile, che avrebbe meritato molti più spettatori di quelli che riempivano la bella sala della Riviera di Chiaia. La seconda parte del concerto è stata dedicata al concerto grosso. Due i brani in programma il Concerto in re maggiore op. 3 n. 1 RV 549 di Antonio Vivaldi e il Concerto grosso n. 12 in re minore “La follia” di Francesco Geminiani- Arcangelo Corelli.

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