Al via l’undicesima edizione di “Leggiamoci fuori scuola” il progetto dell’associazione culturale Alfredo Guida amici del libro, dedicato alle scuole superiori della Campania. Scopo dell’iniziativa è avvicinare gli studenti ai libri attraverso la lettura di alcuni titoli, la realizzazione di lavori per riflettere sulle pagine lette e l’incontro con gli autori.
L’edizione di quest’anno si è aperta con un appuntamento speciale: gli autori del primo testo affrontato erano infatti i ragazzi dell’istituto penale minorile di Nisida, che hanno realizzato un fotoromanzo dal titolo Liberi di amare, sulla possibilit  di innamorarsi anche in carcere.

Testo, fotografia, grafica: per gli scrittori esordienti è stata una possibilit  utile per sperimentare linguaggi e lavorare in classi miste (normalmente maschi e femmine sono separati), affrontando un tema, quello dell’amore durante la detenzione, a loro vicino.

“Questo progetto ci ha permesso di coniugare l’apprendimento della lingua all’uso delle nuove tecnologie – spiega Maria Franco, docente a Nisida e coordinatrice interna dell’iniziativa – e per una volta i ragazzi detenuti sono protagonisti in positivo. Il fotoromanzo è uno spaccato di vita nell’istituto penale e l’incontro con gli studenti di altri istituti campani permette un confronto e consente ai ragazzi di conoscere da vicino delle problematiche di cui hanno spesso sentito parlare, quelle del carcere minorile”.

A ospitare l’appuntamento, l’istituto Duca degli Abruzzi, scuola capofila del progetto, diretta da Angela Procaccini. Presenti gli istituti Moscati di Sant’Antimo, Carlo Levi di Marano, Mercalli e Nitti di Napoli che dopo aver letto il fotoromanzo firmato dai ragazzi di Nisida hanno dedicato loro poesie, canzoni, elaborati e interviste dando vita a un dibattito tra giovanissimi per smantellare pregiudizi e false idee.

L’editore Mario Guida ha spiegato: “purtroppo la gioventù campana legge poco e allora ci vogliono nuovi modi per far nascere in loro la passione per i libri. Abbiamo cominciato con quattro insegnanti e ora siamo a più di cento classi sparse per tutte le provincie della regione. I risultati sono straordinari e dimostrano che se gli insegnanti si impegnano gli studenti possono dare tantissimo. E’ importante anche come momento di incontro alla pari tra ragazzi di formazione diversa, come nel caso di Nisida”.
“La cultura può essere momento di avvicinamento a realt  diverse e di forte crescita per i ragazzi” ha commentano Manlio Marano, ventenne presidente della commissione scuola della provincia di Napoli.

Liberi di amare è stato dedicato a Roberto Dinacci, sostenitore di Nisida scomparso prematuramente, che tanto si è impegnato per rendere il carcere minorile più umano e vicino alla vita in libert  e facilitare il reinserimento dei ragazzi nel post carcere.

Nelle immagini, Maria Franco docente di Nisida, mostra il fotoromanzo Liberi di amare; la copertina del lavoro e un elaborato realizzato dagli studenti dell’istituto Duca degli Abruzzi dedicato ai giovani detenuti