A proposito di un San Carlo ancora senza guida, in vista del consiglio del prossimo Consiglio di indirizzo luned 23 marzo, pubblichiamo l’intervento di Tony Stefanucci, gi  direttore degli allestimenti scenici del Massimo napoletano.

vero che Benedetto Croce ha detto “Napoli citt  di consumo, non d’industria” e “Gli intellettuali napoletani più prodighi di parole che di fatti”; è vero anche che secoli di servaggio ci hanno condizionati a considerarci sempre più sudditi. Ma in democrazia, dèmos-cr tos, quand’è che impareremo a essere cittadini!? A capire che quelli che mandiamo al Comune, alla Regione, al Governo, sono solo i nostri rappresentanti e non i nostri padroni, i padroni siamo noi i rappresentati, i cittadini contribuenti.

E vengo al punto. Uno dei tanti il Teatro di San Carlo.
Ma è mai possibile che un popolo di un milione e mezzo di cittadini non riesca a esprimere uno straccio di Soprintendente, o non è piuttosto vero che l’ignoranza e la tracotanza dei nostri rappresentanti vogliano farcelo credere per imporci il solito qualcuno, di scelta politica, che venga a dirci cosa fare e come farlo? Dice, ma sai è stato bandito un concorso, con quali regole, con quali criteri di scelta, ma soprattutto con quale giuria, se il presupposto è che a Napoli non ci sono competenze in grado di dirigere un teatro come il San Carlo, ergo, non ce ne saranno neanche per scegliere chi dovr  dirigerlo, o no. Come disse quel tale chi controller  i controllori?’.
Senza presunzione, ma con la consapevolezza di chi c’era e di chi ha qualche esperienza in merito, di chi di teatro ne ha masticato per più di mezzo secolo, dieci dei quali passati nel nostro Massimo, mi permetto di affermare che il nostro Teatro di San Carlo, l’ho detto più volte, non ha bisogno di musicisti perch il teatro ne è pieno, ne di musicologi perch gli autori, tanti, sono tutti consacrati dalla storia, ne di tecnici, i nostri sono i migliori; il San Carlo ha bisogno di un uomo di teatro, uno che sappia fare gli spettacoli e che sappia come farli per utilizzare al massimo le capacit  delle migliori maestranze, per produrre spettacoli nel più bello e più antico Teatro del Mondo.

Nella foto di Luciano Romano, una scena di “Turandot”, l’ultimo capolavoro di Giacomo che andr  in scena al San Carlo, dal 21 marzo al primo aprile