Italia chiama Giappone. Con “Latitude 36-40” a Villa Donati (piazza S. Eframo Vecchio, Napoli). Insieme per una collettiva che suggella lo scambio culturale tra i due paesi opening gioved 12 alle 19 (fino al 25 maggio). Celebrando i 150 anni delle relazioni
diplomatiche tra Italia e Giappone e i 500 anni di relazioni culturali
tra realt  geograficamente cos lontane.
La mostra partenopea è la seconda delle iniziative che fanno parte del progetto. La prima si è svolta presso al Metropolitan Art Museum dove, a marzo, hanno esposto otto artisti napoletani (Marco Abbamondi, Stefano Ciannella, Max
Coppeta, Mina Di Nardo, Dino Izzo, Amedeo Sanzone, Ttozoi, e Carla
Viparelli). A Villa Di Donato ci saranno i lavori dei giapponesi Yuki Kamide,
Shoko Miki, Syuta Mitomo, Keisuke Miyashita, Yasunari Nakagomi, Saki
Onishi, Naomi Shigeta, Mariko Tamura. Gli eventi sono curati da Yasunari Nakagomi (Association of international Artists) e Cynthia Penna (Art1307).
A ispirare tutta l’operazione culturale è l’idea di “global to glocal”ovvero di un cambiamento di prospettiva occhio sul territorio nell’epoca della globalizzazione, con ampia visibilit  attraverso la rete. Al centro delle due collettive il proposito di mettere in evidenza ciò che è espressione artistica universale attraverso il background proprio di ogni artista.
A “Latitude 36 40” è stato concesso il patrocinio del Museo Madre di via Settembrini 79, denominato “matronato”, che riconosce e promuove idee nate da differenti regioni (Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata,
Calabria, Sicilia, Sardegna) per stimolare la coesione sociale, la ricerca scientifica e umanistica e il progresso della comunit  attraverso l’arte e l’intrecciarsi di varie discipline.

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