Spazio e luce. Protagonisti della ricerca artistica di Pietro Pirelli che arriva a Napoli con due mostre grazie a un progetto curato da Cinthya Penna e dalla sua istituzione culturale Art1307.  Mercoledì 21 e venerdì 23 novembre, al Pio Monte della Misericordia, la prima, a villa di Donato l’altra. E il 22 ci sarà un incontro al Pan (dalle 17 alle 19) in cui l’artista lombardo dialogherà con Gisella Gellini,  architetta e docente di Alta Qualificazione alla Scuola del Design del Politecnico di Milano.
Al centro del suo viaggio creativo l’acqua e il suono, ovvero gli idrofoni. Lui stesso spiega di che si tratta: «L’energia di un suono captato da un microfono si trasmette a una superficoe d’acqua, generando un lieve e variato moto ondoso. Nel moto dell’acqua, il divenire sonoro è percepito dalla vista. Ma saranno dei fasci di luce che, attraversando le onde, sapranno offrire pienamente la visione del suono. Colpendo le superfici dello spazio i raggi si materializzano in grandi proiezioni in continua evoluzione. Il suono ha modulato l’acqua e l’acqua a sua volta ha rifratto la luce. Il suono si riverbera in forma di luce nello spazio.  Un flusso di luce scolpita che viene suonata all’istante. Uno scatto fotografico all’improvviso ne congela il divenire in un istante unico e irripetibile». Suggestive idrofanie.

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Ecco le idrofonie secondo Pirelli


Lampi di genio che diffondono bagliori nel cuore antico della città  con una serie di light box allestiti nella chiesa di via tribunali 253 dove svetta il capolavoro delle 7 opere  di Caravaggio  (inaugurazione mercoledì 21 novembre, ore 18)  e dove la dimora settecentesca di San Eframo vecchio apre le sue porte mettendo in mostra le foto dell’autore nella personale “M’Illumino di Suono” (opening il 23 sempre alle 18). Due esposizioni (fino al 21 dicembre) accompagnate, al vernissage, da una performance sonora e musicale dell’artista (foto) con i suoi singolari strumenti, affiancato dalla violoncellista Manuela Albano.
Assisteremo a vere e proprie apparizioni d’acqua. « Pirelli- osserva la curatrice-  ci conduce alla scoperta di un mondo che rimarrebbe altrimenti sconosciuto. Possiamo immaginarlo come un effetto domino, una reazione a catena in cui la nota musicale, un solo elemento sonoro, una volta eseguito e trasmesso, provoca una serie di accadimenti successivi coinvolgendo altri e molteplici elementi: acqua, luce, tempo, spazio. Opere d’arte che si esprimono attraverso una situazione immersiva totalizzante in cui tutti i sensi dello spettatore sono coinvolti. Un atto di contaminazione sensoriale o sovrapposizione sensoriale». Che muove emozioni immense.
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