Le disobbedienti/ Tamara de Lempicka (1894-1980), artista senza patria. In un romanzo di Valeria Casarotto, la storia di un’intelligenza brillante alla ricerca di nuove mete

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Ogni nuovo libro dedicato a un’artista da raccontare è una gioia, le storie dedicate a donne che hanno affermato il loro talento disobbedendo alle regole sociali della propria epoca non sono mai abbastanza, perciò, quando ne vedo una mi assale la curiosità e l’urgenza di scoprirla.
«Quando si parla di Tamara de Lempicka si cammina sempre su un confine incerto. Lo sto imparando a mie spese», scrive Valentina Casarotto in una originale biografia romanzata di Tamara de Lempicka, nata Maria Rozalia Gurwik-Górska (1894-1980).
L’autrice, storica dell’arte e fine raccontatrice -molto interessante il suo blog ricco di racconti, profili d’artista e recensioni – costruisce il romanzo intorno al personaggio di una famosa giornalista americana che su richiesta di John Edgar Hoover, il cacciatore di comunisti alla guida dei servizi investigativi statunitensi per quasi mezzo secolo, gira l’Europa alla vigilia della seconda guerra mondiale per incontrare chi possa riferirle notizie interessanti sulla pittrice polacca.
Le interviste sono lo stratagemma per acquisire informazioni volte a confermare o scongiurare l’ipotesi che la pittrice, in procinto di giungere dall’Europa in America, possa essere una spia rossa. La giornalista a cui Casarotto si è ispirata per la sua protagonista è Clare Boothe Luce (1902-1987) redattrice di famose riviste di moda, saggista, commediografa, corrispondente di guerra, convinta anti comunista e prima donna ad essere nominata ambasciatrice americana a Roma alla metà degli anni Cinquanta.
L’indagine sotto copertura non è un’idea così amena come potrebbe apparire a prima vista poiché i dossier dell’FBI sulle minacce del pericolo comunista ancora secretati, è cosa nota, riguardano più persone di quante si immagini.
Come in un caleidoscopio ogni persona intervistata dalla giornalista fornisce una rappresentazione dell’artista che contribuisce a delineare una figura complessa, poliedrica, tesa allo spasimo per raggiungere l’obiettivo, il ritratto che ne emerge è quello di una donna determinata, volitiva e tenacemente impegnata a costruire la propria carriera mettendo in scena, con oculatezza, il proprio personaggio alla maniera della marchesa Casati. L’apparente naturalezza, raffinata e inarrivabile fascinosa eleganza che impressionava uomini e donne, era frutto di studio attento e accurato volto ad ottimizzare il risultato ricercato: diventare un’icona di stile e un’artista affermata.
Dopo la fuga dalla rivoluzione russa approdata a Parigi, con un marito distrutto dalla detenzione e una figlia piccola, deve superare il trauma di aver lasciato indietro ogni bene, elaborare il lutto di aver perso uno stile di vita e un’identità e trovare un modo per sopravvivere, punta sulle doti personali: l’interesse per l’arte e l’innato fascino.
Elegante, algida e altera è consapevole delle passioni che smuove in uomini e donne, i primi li frequenta e le seconde le ama. La provocazione, la trasgressione, l’originalità, il fascino e il mistero furono ingredienti dosati con maestria per raggiungere un fine: ottenere il successo e far parte della parte del mondo che conta «Tamara de Lempicka – russa, polacca, parigina senza patria se non quella dell’arte, felice ˂evangelista del cubismo˃- si aggirava tra gli ospiti pervadendo i loro pensieri di desiderio e promesse di appagamento».
Non permetteva che fossero gli altri a definirla e per farlo creava un nuovo linguaggio sostanziato da comportamenti ed espressione artistica non assimilabili a quelli di nessuno prima, l’unicità e l’innovatività erano le forme attraverso cui costruiva e affermava un’identità personale e artistica: «L’intelligenza, in una donna, è un’arma non convenzionale» e la sua era un’intelligenza vivace, brillante e mai paga, sempre alla ricerca di nuove mete.
Tra le pagine si segue l’evoluzione artistica e la scalata sociale che segna l’affermazione e il successo di una donna a cui non sono mancate fragilità e cadute a conferma del fatto che anche chi è dotato di un carattere forte combatte contro i propri demoni, nel suo caso la depressione e l’uso di stupefacenti.
I dipinti di Tamara de Lempicka ne riflettono la crescita artistica nel corso del tempo, cambiano i soggetti, le ambientazioni e le suggestioni ma le forme spigolose, nette e tridimensionali delle pennellate prima, e delle spatolate materiche nell’ultimo periodo, affermano la sua cifra stilistica.
Il dinamismo e la forza dei ritratti femminili si accompagnano al languore, la seduttività e la passionalità in un equilibrio che rapisce l’osservatore, angoli e curve convivono in perfetta armonia.
Le persone incontrate dalla giornalista per la sua indagine segreta, realmente esistite, ripercorrono i ricordi di frequentazioni che non sono mai scialbe, confermando il carattere di una donna che non accettava rifiuti e mai fu incline alla resa.
Rancori mai sopiti, passione, rabbia, desiderio, ammirazione e distanza dall’ordinarietà compongono il puzzle dei sentimenti accesi nella prima parte della vita dell’artista e svelati alla giornalista. Una donna indipendente, fiera, orgogliosa delle proprie origini e consapevole del rango, non portata al compromesso e fuori dagli schemi.
La giornalista, dopo oltre un anno trascorso ad ascoltare i racconti di personaggi famosi che hanno conosciuto e frequentato de Lempicka, torna a casa lasciandosi alle spalle una polveriera prossima alla deflagrazione, un’Europa già in piena apocalisse.
Una trama ben costruita, uno stile narrativo fluido attraversato da dialoghi intriganti, un bel libro con una chiusa che non sfuggirà ai lettori e le lettrici campane: l’accenno alle sete di San Leucio di cui quest’anno cadono i 250 anni della nascita della Real colonia borbonica con lo Statuto leuciano, primo esempio di economia civile e fulgida testimonianza di parità tra uomini e donne.
©Riproduzione riservata
IL LIBRO
Valentina Casarotto
Diva d’acciaio. Il caso Tamara de Lempicka
https://www.gasparieditore.it/
Pagine 287
euro 19,50
L’AUTRICE
Valentina Casarotto, vicentina, è storica dell’arte, dottore di ricerca e docente al Liceo di Cittadella, Padova. Ha lavorato per sette anni alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Collabora con la casa editrice Zanichelli con articoli online nell’Aula di lettere e scrive per il giornale online L’Eco Vicentino. Tiene conferenze di storia dell’arte a scopo divulgativo presso Associazioni culturali, Auser, Università popolari e biblioteche. Il suo primo romanzo storico Il segreto nello sguardo. Memorie di Rosalba Carriera prima pittrice d’Europa (Colla 2012), ha vinto il premio “Mario Soldati Narrativa 2012” e il premio “Mario Luzi 2016”. Le sue attività si possono trovare in rete Valentina Casarotto – Storie d’arte.

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