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Arte e cultura dopo il tramonto. Domani la bellezza celebra un'occasione importante: la notte europea dei musei sabato 23 maggio con aperture straordinarie a 1 euro. L'iniziativa è promossa dal ministero della cultura su iniziativa del ministero francese e sostenuta dal patrocinio del Consiglio d’Europa, dell’Unesco e dell’Icom per incentivare e promuovere la...
Dopo la prima, pubblichiamo di seguito la seconda parte dell'articolo di Carmine Negro sulla mostra ospitata da Gallerie d'Italia Napoli OBEY: Power to the peaceful, curata da Giuseppe Pizzuto e dedicata a Shepard Fairey, noto con il nome Obey, uno degli artisti più influenti della scena contemporanea internazionale. L'esposizione sarà accessibile fino al 6 settembre (foto).
L’articolo analizza la mostra di Shepard Fairey, in arte Obey, alle Gallerie d’Italia di Napoli come un attraversamento critico dei confini politici, culturali e visivi del presente. Nato nello spazio urbano e radicato nei codici della propaganda, il linguaggio visivo di Fairey utilizza l’immagine come strumento di interrogazione del potere, del consenso e dell’obbedienza. Nel dialogo con Napoli — città meticcia, porosa e storicamente refrattaria ai confini rigidi — le opere non vengono neutralizzate dal museo, ma ne amplificano la forza critica, estendendosi anche nello spazio pubblico. Il percorso si chiude ripercorrendo la genesi di Obey Giant: da semplice sticker underground a linguaggio visivo consapevole, capace di trasformare l’arte urbana in racconto politico e responsabilità dello sguardo. The article explores Shepard Fairey’s exhibition at the Gallerie d’Italia in Naples as a critical journey through the political, cultural, and visual borders of the contemporary world. Rooted in urban space and shaped by the aesthetics of propaganda, Fairey’s visual language uses imagery to question power, consent, and obedience. In dialogue with Naples—a hybrid city historically resistant to rigid boundaries—the works are not neutralized by the museum context, but intensified, expanding into public space. The text concludes by retracing the origins of Obey Giant, from an underground sticker to a conscious visual language, marking the transformation of urban art into political storytelling and a demand for responsibility in the act of looking.
Qui sopra, un'opera di Lucio DDT Art. In copertina, l'artista napoletano E- E domani (Und - Und morgen). Un titolo che lascia aperte infinite possibilità su quello che avverrà. Intorno a questo tema l'associazione artistica «Der Meteor» del Burgenland presenta in Germania, al Kunstverein di Passau (la città bavarese dei 3 fiumi,...
Una mostra colta, sofisticata come ci ha abituati nella sua lunga attività espositiva Ilia Tufano con i suoi appuntamenti artistici nello spazio napoletano di via Duomo 290 c, Movimento aperto.L'accostamento ad Almotasim è il titolo dell'esposizione di Enzo Pagano che sarà inaugurata giovedì 7  maggio dalle 17.30 alle 20, accompagnata da un testo di Carlo Bugli, Dinamica...
 Canto Napoli è la mostra che Emilio Isgrò dedica alla città di Napoli, un progetto inedito curato da Eike Schmidt, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, fino al 29 settembre nelle sale 81-83-84 del secondo piano. Di seguito, Carmine Negro ci guida nell'itinerario dell'esposizione. Un palinsesto urbano
Da un'opera donata nasce una mostra. I segni dei tempi (2019, olio su tela - cm,91,5xcm91,5) è il dipinto di Carlo Maria Mariani offerto al Museo e Real Bosco di Capodimonte dalla Fondazione intitolata all'artista, che ha sede a New York. La tela è fulcro del percorso espositivo (16 aprile -14 luglio) curato da Antonio Martino e...
L’immagine nasce dai sensima si illumina di bellezza nell’intelletto.Aldo Grassini Un'immersione di Carmine Negro nella mostra Vortici dell'artista statunitense Alexi Worth, Gallerie d’Italia Napoli, 3 aprile fino al 5 luglio 2026 Qui sopra, Alexi Worth. In copertina, la sala espositiva Entrare nelle sale...
«La scultura è come l’arte drammatica, la più difficile e insieme la più facile di tutte le arti. Copiate un modello, e l’opera è compiuta; ma imprimervi un’anima, creare un tipo, nel rappresentare un uomo e una donna, è il peccato di Prometeo. Nella scultura questi successi sono rari quanto nell'umanità lo sono i poeti». In...
I napoletani da tempo attendevano una mostra su una figura che da millenni è parte dell’identità individuale e collettiva, Parthenope, e poiché raccontare il molto è difficile, se non impossibile, risulta dirimente esplicitare i criteri di scelta con i quali ci si accosta al racconto. Dall’VIII secolo a.C....

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