Se c’è una lezione che abbiamo imparato (o almeno dovremmo) da tutto quello che ha scatenato la pandemia, è che una società civile de facto non può non dare grande attenzione alle politiche legate alla cura e al benessere del singolo e della comunità.
Gli effetti disastrosi della pandemia di Covid-19 sono stati amplificati, in primo luogo, dal progressivo smantellamento delle politiche sanitarie e, non meno importante, dai tagli al welfare e alle politiche sociali, attuati dai governi degli ultimi 30anni.
Un atteggiamento così miope mina le fondamenta dello Stato, a cui il singolo cittadino delega, attraverso il contratto sociale, l’appagamento di quel sistema di bisogni che regola la vita. Quando la risposta dello Stato è inadeguata alla domanda e alle richieste legate al terzo settore, interviene una variegata costellazione di realtà di base, associazioni, cooperative e spazi sociali.

Nel pieno della prima ondata, tra metà marzo e inizio aprile 2020, il laboratorio di mutuo soccorso Scugnizzo Liberato creò il progetto Scugnizzo Solidale, in cui gli attivisti del bene comune a Salita Pontecorvo raccoglievano, attraverso donazioni economiche o in collaborazione con mini market di quartiere, generi alimentari di prima necessità, per assemblare pacchi alimentari da distribuire tra gli abitanti del quartiere Avvocata che ne avevano più bisogno.
Il progetto Scugnizzo Solidale è stata una risposta (efficace) legata all’emergenza pandemica, ma nella sua quotidianità lo Scugnizzo Liberato è animato in particolare da due progetti legati alla cura dei meno fortunati.
Durante la preparazione dei pacchi alimentari emerse la necessità di distribuire prodotti per bambini, come pannolini, vestitini e omogeneizzati, poiché i negozi per bambini erano chiusi a causa del lockdown totale.
Da questa esigenza nasce,nel maggio 2020, La bottega di Amma, uno sportello di mutuo sostegno alla genitorialità; facendo un passo ulteriore rispetto all’assistenzialismo di base, La bottega di Amma mira alla creazione di una rete di comunicazione e scambio, oltre che di beni legati all’infanzia, di esperienze tra le famiglie del quartiere.
Spesso le famiglie che hanno attraversato un momento di difficoltà ricambiano attraverso donazioni di beni o piccoli gesti; oltre ciò, il riutilizzo di materiale come biberon e tettarelle, oltre a limitare lo spreco e il consumo di plastica, dimostra che si può fare economia anche evitando gli sprechi.
La bottega di Amma, attraverso il contatto diretto e reiterato con i nuclei famigliari, funge da primo filtro che permette alle famiglie di entrare in contatto con figure specializzate per risolvere problemi specifici. Si può contribuire al progetto con donazioni di beni materiali legati alla genitorialità e attraverso una donazione economica all’associazione Zenith con causale “Progetto Amma”.

L’associazione Nessuno Escluso nasce intorno al 2017, quando nel 2016 l’associazione Napoli insieme propose alla comunità dello Scugnizzo Liberato di organizzare una mensa per i senza fissa dimora.

Dopo lo scioglimento di Napoli Insieme, nacque Nessuno Escluso, che portò avanti il progetto della mensa, volto a creare un legame umano più autentico con i meno fortunati e comprendere in maniera più efficace come poterli aiutare, e organizzando anche un punto di raccolta e distribuzione di abiti presso lo Scugnizzo Liberato.
A causa delle restrizioni dovute alla pandemia, non è stato possibile svolgere l’attività della mensa, quindi gli attivisti di Nessun Escluso hanno organizzato la distribuzione di 100 pasti divisi in due giorni a settimana.
Oltre queste due preziose attività, Nessuno Escluso accoglie detenuti che possono prestare servizio presso l’associazione come pena alternativa al carcere. Si può sostenere il progetto attraverso donazione di generi alimentarie non deperibili, abiti e donando il 5×1000 a Nessuno Escluso.
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Nelle immagini, spicchi di terzo settore con “Scugnizzo liberato ” a Napoli

LO SPAZIO
Lo Scugnizzo Liberato è un bene comune della città di Napoli che si trova a Salita Pontecorvo 46, nel centro storico. Il 29 settembre 2015 sono stati riaperti i portoni dell’ex-carcere minorile Filangieri, liberato dal degrado e dalla speculazione dopo circa 20 anni di oblio.

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