Memorandum. Sabato 25 gennaio alle 21, nel teatro dei Quartieri Spagnoli, Galleria Toledo (in via Concezione a Montecalvario, 34) diretto da Laura Angiulli, arriva Fabiana Martone con il suo spettacolo musicale. A poco più di un anno dal lancio dell’album omonimo. Una serata legata alla formazione eclettica della cantautrice partenopea.
 Memorandum è un inno alla vita e al sogno, in una città attempata che malvolentieri cela il suo strascico di stanchezza: questa Napoli non vividissima ma viva fa da sfondo e ispirazione a un progetto artistico che va a pescare in una vasta distesa di esperienze.
Memorandum nasce da tracce raccolte in due anni, ma anche da un vissuto che lega Fabiana a una epifania di scoperte, cominciata dal contatto con la città dei suoi vent’anni, dagli inizi  di un lavoro che l’ha vista condividere il palco con grandi e grandissimi della musica italiana e internazionale.
Nelle sue corde, la cantata tradizionale partenopea, con sentori fadistici e tanto jazz; c’è il folk, il gospel… tutto tenuto assieme dalle punte di lirismo di una voce che rende armoniosa questa miscellanea.
Ha lavorato al fianco di artisti come Nino D’Angelo, Renato Sellani, Baba Sissoko, Aldo Vigorito, Dario Deidda. E tra i suoi sodalizi di lunga data  c’è quello con Lino Canavacciuolo e il progetto transfrontaliero Nuova Napoli dei Nu Guinea, con i quali partirà a breve in tour.
Una complessità interiore, la sua, che non prescinde dal rapporto con il mondo cui si dona: una interiorizzazione del vivere che è assimilazione e improvvisazione, capacità di confronto, accoglienza e sezionamento del sentire intimo con le sue punte di sofferenza costruttiva, resa con musicalità senza precedenti nel panorama artistico globale.
I suoi testi. Complessi e insieme immediati, perché vibranti a fior di pelle, realizzati  ii in un sentire che fa mostra della relazione cercata con l’universo in cui si è chiamati a vivere. 
E si badi: il complesso differisce dal complicato che non è risolvibile, ma annichilente e definitivo.
Il complesso è, invece, quel viatico della bellezza che non può separare peso e leggerezza, che non può non considerare il rapporto consequenziale di elementi apparentemente in contrasto tra loro.
Un paradosso che costituisce la pienezza delle cose vive, rendendo giustizia allo spessore umano con cui vengono analizzate.

Qui sopra, e in alto, l'album che è anche art book. In basso, un'opera di sorgente
Qui sopra, e in alto, l’album che è anche art book. In basso, un’opera di Sorgente


Complesso è insieme di diversità con pari dignità e valore. Ed è il  lavoro corale uno dei  punto di forza di Fabiana. Una forza espressa anche nel concerto di Galleria Toledo.
In primis, per la composizione del gruppo che l’accompagnerà: Francesco Fabiani (chitarre), Luigi Esposito (piano e tastiere), Umberto Lepore (basso e contrabbasso), Salvatore Rainone (batteria). Musicisti avviati ognuno a carriere diversissime, professionisti più o meno calati nel sociale, con esperienze internazionali di rilievo e che ben si adattano al variegato universo di Memorandum.
Memorandum nasce dall’unione di talenti che attingono dalle più diverse forme d’espressione artistica: non è solo un album musicale con un’anima ben strutturata, ma anche art book  creato in collaborazione con 11 artisti visuali partenopei.
E proprio uno di questi, Ferdinando Sorgente, allestirà la sua mostra personale nella cornice dello spettacolo del 25. Stile pittorico riconoscibilissimo, quello di Sorgente: un percorso creativo che parte dalla scoperta dei graffiti per avviarsi a una cura spasmodica dei dettagli e approdare, infine, a opere dal tratto decisamente minimal, sintetico, essenziale.

Ma i contributi esterni non finiscono qui. Prenderanno parte allo spettacolo alcuni ospiti d’eccezione: Carmelita Partini, danzatrice professionista e danza-terapeuta del metodo Fux e  Vito Bazzicalupo, chitarrista originario di Procida che proporrà alcuni brani del suo repertorio musicale, dal country blues al folk rock, dal  funky jazz al rock progressive.
Sabato sera, quindi, Napoli porta in scena se stessa con una cantautrice capace di condensare tradizione e internazionalizzazione; di rendere sottile le differenze tra linguaggi musicali diversi e lingue differenti. Mostrando come l’espressione della struttura intima di ognuno possa coniugarsi con i meccanismi profondi dell’umano.
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Ferdinando-Sorgente

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