La Bohème al San Carlo è un titolo che da solo già fa presagire il successo di un’opera tra le più rappresentate al teatro napoletano ed è tra le più care al pubblico del Massimo partenopeo.
In uno scenario misto tra le meraviglie napoletane del Vesuvio e del mare e la tour Eiffel, il regista Francesco Saponaro rappresenta un paesaggio realistico, non privo di suggestioni vagamente oniriche, che divengono delicata poesia nel quadro abbagliante della neve.
Lo spettatore ha assistito alla possente presenza di figure portanti quali Mimì e Rodolfo, diligentemente interpretate il 22 gennaio da Karen Gardeazabal e da Giorgio Berrugi. In uno sfondo notturno, con la luna a porre in rilievo la passione tra i due, mentre i lumini restano spenti, si insinua una tendenza al mellifluo e a certa atmosfera da festa di provincia, che dispiace non poco.
Pregevoli intuizioni, che non sono state rese compiutamente in atto, la direzione poco personale e ingenua di Alessandro Palumbo, che sembrava fosse a capo di un’orchestra che procedeva da sola, insomma tutto ha concorso a far apprezzare gli interventi impeccabili del coro diretto da Gea Garatti Ansini e del coro di voci bianche diretto da Stefania Rinaldi.
Una Bohème non esaltante, quindi, con tanta oleografia, artifici e routine.
In foto, una scena della Bohème di Saponaro
Per saperne di più
http://www.teatrosancarlo.it/

 

 

PROSSIMO APPUNTAMENTO/YUTAKA SADO TRA BRAHMS E BRUCKNER
Prosegue sabato 26 gennaio alle 20 la stagione di Concerti del  San Carlo con il direttore Yutaka Sado sul podio. Originario di Kyoto è considerato il più importante direttore d’orchestra giapponese del nostro tempo. Sado torna al Massimo napoletano dopo il debutto sinfonico nel 2015.  Attualmente è direttore musicale della Tonkünstler Orchestra di Vienna.
Sado guiderà l’Orchestra e il Quartetto d’archi del Teatro di San Carlo in un programma che include l’Ouverture accademica, Op. 80 in do minore di Johannes Brahms, il Concerto per quartetto d’archi e orchestra di Arnold Shönberg dal Concerto grosso op. VI n. 7 di Georg Friedrich Händel e la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore “Romantica” di Anton Bruckner.