Fino a qualche giorno addietro il dibattito al tempo del Covid 19 ha segnato una tappa che si è vestita di un costume culturale e comportamentale, falso quanto ipocrita,  affermando che nulla di grave stesse accadendo, che tutto era sotto controllo e che di lì a poco tutto sarebbe tornato come prima. In realtà tutto è stato altro ed è andato oltre, arrivando alla drammaticità di un’emergenza nazionale (e mondiale) dove il Nord è piegato da contagi, decessi e dolore infinito. In tutto questo alcuni episodi.
L’attacco indegno di Massimo Galli, infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano, ai danni di Paolo Ascierto, oncologo e ricercatore dell’Istituto Nazionale Tumori – Fondazione Pascale di Napoli, che nel confronto medico-scientifico registra quella spocchia nordista che non ci sta a pensare che un meridionale è stato legittimato dalla comunità scientifica internazionale per aver sperimentato un trattamento terapeutico contro il corona virus che sta producendo risultati lusinghieri.
Una devastante fake news, puntualmente riportata in prima pagina dai media “italiani”, con la quale viene presa di mira la prima azienda ospedaliera di Napoli, il Cardarelli, facendo passare la menzogna che vi fossero ben 249 medici disertori al tempo del Covid 19. Cosa clamorosamente smentita dalla direzione del nosocomio, chiarendo che i medici malati erano appena 33 su un totale di 739.
La “brillante” idea di Barbara Palombelli, la giornalista nota più come moglie dell’ex sindaco di Roma che per il proprio curriculum, secondo la cui valutazione, il corona virus avrebbe attaccato le regioni del Nord perché lì c’è gente ligia al lavoro. Risposte da dare a quest’ultima sarebbero tante e diverse, si rimanda invece a una solida letteratura scientifica che mette in relazione l’incidenza dei casi di infezione virale con le concentrazioni di particolato atmosferico (es. PM10).
Oltre dieci soggetti, raccolti dalla Società Italiana di Medicina Ambientale e dalle Università di Bologna e Bari, hanno ribadito che quest’ultimo funziona da carrier, ovvero da vettore di trasporto. E la velocità di diffusione del contagio è proprio correlata alla concentrazione di PM10 e PM25. Questi esperti riflettono sulla relazione tra i casi di COVID – 19 e lo stato di inquinamento da PM10 dei territori, facendo notare che la concentrazione dei maggiori focolai si è registrata proprio in Pianura Padana.
Questa pandemia, al di là di analisi più generali e che toccano dimensioni internazionali a forte intreccio politico-economico e sociale, in casa nostra porta a un luogo comune duro a morire.  Ovvero che l’Italia sarebbe fatta da un Nord produttivo e da un Sud piagnone e scansafatiche, anche quando, come in questi giorni, escono dalla pancia di quest’ultimo studi e risultati concreti di impegno ed eccellenze di ricerche medico-scientifiche.
E’ forse il caso di dire che, visto il collasso totale e drammatico in cui sono precipitate le grandi realtà economiche e di pensiero “vincente” del Nord, è stata sconfitta quella parte “grassa” del settentrione, da sempre convinta di una presunta superiorità rispetto al Sud.
E’ stato sconfitta quella parte del paese che ha drenato più soldi pubblici rispetto al Mezzogiorno. Ad ammetterlo è proprio il Piano per il Sud presentato dal presidente del Consiglio – Giuseppe Conte – lo scorso 14 febbraio, sostenendo che negli ultimi 10 anni la spesa dello Stato per il Mezzogiorno è più che dimezzata, passando da 21 a 10 miliardi di euro.
E’ stata sconfitta quella idea di secessione dei ricchi che vedeva le tre Regioni del Nord proporre l’autonomia differenziata, perché si ritenevano più bravi a gestire la sanità, la scuola, senza immaginare nessun meccanismo paritario, orizzontale, solidaristico, fatto di unità e pari dignità, per il Sud e la sua gente.
E verrà clamorosamente sconfitta anche l’idea secondo la quale il dibattito tra Nord e Sud ritornerà come prima, al contrario, non potrà più essere così, non possiamo più permettercelo. Risulterà evidente a tutti che si dovrà analizzare il prima, il durante e il dopo virus. L’Italia per forza di cose ne dovrà uscire tutti assieme da questa tragedia, da soli non si va da nessuna parte, la divisione che nei fatti stratifica le parti del paese sta facendo emergere l’insufficienza di quel motore che si sta spegnendo sotto i colpi di un male velenoso.
La storia ci ha insegnato che dopo grandi tragedie, è questa purtroppo ne ha tutti i requisiti, per uscirne vi è bisogno del contributo di tutti. In una recente intervista è proprio Papa Bergoglio a richiamare questo concetto:” Qui si piange e si soffre. Tutti. Da questa situazione potremo uscire solo insieme, come umanità intera”. La spocchia nordista non avrà più rappresentanza, non sarà più sostenibile.
L’attacco al professore Ascierto scambia la professionalità e la signorilità di un modo di fare con la mancanza di argomenti da contrapporre al professor Galli. E’ questo approccio che non ha più motivo di esistere. Il professor Galli rappresenta proprio quella spocchia del Nord e la riposta di Ascierto la compostezza di chi sa stare al suo posto e badare al sodo.
Ma anche noi dobbiamo cambiare dopo questa “guerra”, abbandonando quella sudditanza psicologica che non ci fa bene, quel sentimento di inferiorità che ci relega un passo indietro, quella soggezione che ci allontana dal resto del paese.
E dopo circa un mese si può dire, senza alcuna polemica, che quelle regioni hanno sottovalutato il dramma all’inizio e la gestione successiva ancora stenta a dare i risultati attesi. Qualcosa non ha funzionato e non sta funzionando. Bisogna fermarsi e ripartire con più di un correttivo. Quel “sistema Italia” non sta reggendo, da solo non ne esce, non si dimostra autosufficiente come si dipingeva.
Da rivedere è questa Italia benpensante che mantiene il numero chiuso alle facoltà di medicina per poi fare appello a medici volontari per arruolare, con immediatezza, 300 camici bianchi per collaborare nelle regioni più colpite dal virus; da cambiare è quella Italia presuntamente padrona di sé che nel frattempo chiede aiuto a Cuba, alla Cina e finanche al Mezzogiorno, per reperire personale e kit medici da far convergere nel Nord del paese.
Il Nord ne esce innanzitutto con il Sud.
©Riproduzione riservata
Nella foto in alto, piazza dei Martiri a Napoli, il giorno in cui in tutta Italia è scattata la zona rossa

LA VIDEOLIRICA DI ROSA MANCINI
Di seguito pubblichiamo la videolirica di Rosa Mancini “Un mondo nuovo” che ci fa riflettere su quanto è accaduto e sta accadendo.
E ci fa capire, soprattutto, quanto sia necessario “resettare” i nostri pensieri, partendo da un’idea diversa da quella della nostra vita precedente. Siamo dei mortali e siamo tutto uguali. In queste ore, il mondo intero se ne sta accorgendo
.

 

 

 

 

 

RISPONDI