Le disobbedienti/ Angelo Petrella racconta ” La valigia perduta di Hemingway”: se il poliziotto Marcel incontra la trasgressione e i misteri femminili

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The roaring twenties, i ruggenti anni Venti del Novecento, sono quelli in cui artisti e scrittori vivevano con pochi soldi e molto talento in una Parigi uscita dalla prima guerra mondiale e in procinto di sprofondare nel gorgo di un’altra.
Non solo europei ma anche americani, un folto gruppo composto da donne e uomini che popolavano Montparnasse e la rive gauche dipingendo, scrivendo, scattando fotografie, sperimentando, bevendo fino a notte fonda immersi in conversazioni che, contaminando arte e letteratura, dettero vita a correnti di pensiero e intramontabili capolavori.
Nel romanzo di Angelo Petrella La valigia perduta di Hemingway, da poco in libreria per Neri Pozza, il poliziotto Marcel sul finire del decennio d’oro ne incontra diversi: si innamora di Kiki de Monteparnasse, ovvero Alice Ernestine Prin regina della notte e per un periodo compagna di Man Ray che ne immortalò la schiena in una famosa fotografia “Le Violon d’Ingres”, indaga con Hemingway, beve e chiacchiera con Henry Miller, incontra Luis Buñuel, Man Ray, Scott Fitzgerald e la moglie Zelda che, in verità, non ne esce per niente bene, a detta dell’Hemingway che con Marcel indaga una squilibrata castrante e distruttiva per il genio del marito.
Nella realtà Zelda Sayre fu una disobbediente che pagò con la vita l’aver sfidato le regole sociali della propria epoca, scrittrice, pittrice e prima flapper fu internata e subì trattamenti di “rieducazione” con elettroschock perché le sue ambizioni non risultavano in linea con il ruolo di brava moglie e madre, morì in un incendio divampato in manicomio.
Ma siamo in un romanzo e chi scrive costruisce storie, raccontiamo dunque di questa in cui il ritmo incalzante cattura e l’ambientazione suggestiva, che a volerla immaginare fa venire in mente il film di Woody Allen Midnight in Paris (2011) in cui uno sceneggiatore di Hollywood in crisi e aspirante romanziere la notte torna, misteriosamente, indietro nel tempo agli anni Venti incontrando Scott e Zelda, coinvolgono in una corsa a rotta di collo per fermare l’assassino/a che uccide con il veleno.
Il protagonista, segnato da un passato familiare traumatico e accolto sotto l’ala protettiva del burbero commissario Gasquet, non si lascia convincere da un apparente suicidio e – mettendo a repentaglio lavoro e carriera – decide di condurre una autonoma indagine.
Troppi dettagli non gli quadrano e – come un segugio segue le tracce e asseconda le intuizioni anche quando il commissario gliele butta in faccia come pericolose fantasticherie che gli rovinano la vita – non demorde. Tra scazzottate, bevute, assalti dei neorealisti e sparatorie la trama si dipana verso il disvelamento di più misteri, ingredienti ben dosati, che spingono chi legge a non mollare per andar in fondo alle vicende.
Il personaggio di Marcel è tormentato dai propri fantasmi quanto lo sono gli scrittori e le scrittrici e gli artisti e le artiste che conosce, ognuno è impegnato a elaborarli affinché non divengano ossessioni mortali ma stimolo creativo e mentre lui cerca di capire che piega prendere nella vita chi di scrittura se ne intende gli suggerisce di raccontare quel che conosce, vive e osserva nella realtà: omicidi a Parigi.
L’ambientazione dei caffè fumosi dove l’alcol scorreva a fiumi e gli squattrinati pittori che sarebbero divenuti famosi molti anni dopo pagavano cibo e bevute con i propri lavori crea la suggestione perfetta per godere di una lettura che ci riporta indietro a un tempo che fu regalandoci la possibilità di scoprire lati umani inediti di artisti famosi, una Kiki e un Hemingway intimi, vulnerabili e passionali.
La valigia perduta di Hemingway è una piacevole lettura da mettere nella propria di valigia.

IL LIBRO
Angelo Petrella
La valigia perduta di Hemingway
Neri Pozza
Pagine 331
euro 20

L’AUTORE
Angelo Petrella è nato a Napoli nel 1978. Scrittore, sceneggiatore e traduttore, ha pubblicato tra gli altri i romanzi Cane rabbioso, Pompei. L’incubo e il risveglio, Le api randage, La fine dei fagioli e La città perfetta, Fragile è la notte, La notte non esiste, tradotti anche in Francia. Lavora per il cinema e la tv, firmando soggetti e sceneggiature per film o serie televisive tra cui I bastardi di Pizzofalcone, Mare fuori, Resta con me, La rosa dell’Istria, Noi del Rione Sanità e Il commissario Ricciardi.
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