Non può omettersi un cenno alla splendida nota di programma, la critica allo spettacolo I cavalli di Monsignor Perrelli Lamberto Lambertini che è andato in scena recentemente al teatro Augusteo di Napoli.
  Sul palcoscenico, già interprete  nel 1991 nello spettacolo diretto dal grandissimo Filippo Crivelli, I cavalli del Monsignore (foto di Dilio Lambertini), Peppe Barra ancora qui con la sua ormai acquisita personalità che ogni volta ci avvince  fino in fondo, ma senza tradire altri o se stessi. Nello spettacolo di Lamberto Lambertini ecco scoprirci a ricomporre la frusciante fascia di seta e musica  come culmine di una bellezza di sintesi, unica e insostituibile nota su questo mare che oggi ci tiene immersi in lui.
Trentaremi, La Gajola, Marechiaro, sono i nomi  dati ai piccoli mari, al susseguirsi di vicende che si svolgono e si sono svolte nel loro tessuto d’oro e di seta , ma essi non lo sanno. Lo sappiamo noi, che ne avvertiamo ancora inconsci la soggezione  come sotto un mutamento bio-fisico, il sentimento amoroso si va trasformando in musica e frusciante seta quando va sciogliendosi sul vuoto.
 In questo spettacolo, il mare è fatto d’oro, di musica, di motivi antichi. Il suo set potrebbe considerarsi ridotto a un nome: E.A. Mario che trionfa con Presentimento, la più   bella delle canzoni in scena che non si stancherebbero mai di ascoltare sia nella musica che nelle parole come migliaia di nostre canzoni che si sono trasformate in materiale vivo e vibrante pieno di luminose onde.
Il nostro Marechiaro è solo una parte di piccoli mari nati a Napoli da un amore perduto ma che gli ha dato il suo nome.

 

 

 

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